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Vivi Zen: 08/01/2009 - 09/01/2009

lunedì 24 agosto 2009

 

6 Consigli per Allenarti e Tenerti in Forma

Uno dei buoni propositi che frequentemente ci prefiggiamo e che, altrettanto frequentemente, non siamo poi in grado di rispettare è quello di fare attività fisica con maggiore regolarità e continuità rispetto ai nostri standard tradizionali.

Tutti sappiamo che svolgere attività fisica in modo regolare contribuisce significativamente al nostro benessere psico-fisico: un costante allenamento aiuta infatti a mantenerci in salute, a sentirci più energici, a pensare in modo più chiaro e a dormire meglio.... solo per citare alcuni esempi.

La crescita personale di ciascuno di noi non può prescindere dalla cura del benessero fisico. Serenità ed equilibrio fisico e mentale procedono infatti di pari passo e l’esperienza di chi si allena regolarmente rivela come l’esercizio fisico aiuti in modo determinante a mantenere elevato il nostro buon umore, la nostra attenzione e la nostra lucidità.

Essere consapevoli dei benefici di un allenamento regolare e costante, tuttavia, non sempre costituisce lo stimolo decisivo per indurre all’esercizio fisico coloro che sono in genere poco inclini allo sport.

Ecco allora una serie di consigli e di strategie per coloro che “vorrebbero” allenarsi con regolarità e costanza, ma che, per un motivo o per un altro, spesso non ci riescono.

1. Allenati sempre di lunedi. Questo è il modo migliore per acquisire il giusto spirito e mantenerlo durante l’intera settimana. Ti aiuterà a sviluppare motivazione, determinazione e costanza.

2. Se possibile, allenati presto al mattino. Fanne un’abitudine, rendi l’esercizio fisico una costante del tuo inizio di giornata. Il mattino presto può essere il tuo tempo. Svegliati di buon’ora e dedicati all’attività fisica. Se ti alleni il pomeriggio o la sera sarà certamente più probabile dover rinunciare all’allenamento a causa di impegni improvvisi o ritardi non previsti.

3. Non saltare mai l’allenamento per tre giorni consecutivi. L’ideale, per il tuo benessere fisico e mentale, sarebbe riuscire ad allenarti ogni giorno. Puoi certamente saltare un giorno, puoi anche saltarne due, ma fai del tuo meglio per non mancare all’allenamento per tre giorni consecutivi. L’inattività prolungata ti demotiverebbe, ridimensionerebbe le tue buone intenzioni. Ricorda di alimentare con un allenamento regolare i tuoi propositi di tenerti in forma, ciò ti consentirà di mantenere elevate le tue motivazioni.

4. Ogni sforzo è importante. Ciò che rileva davvero è far sì che l’esercizio fisico diventi un’abitudine, una parte integrante della tua giornata e del tuo modo di pensare. Non è necessario sottoporsi a ritmi o a programmi di allenamento impossibili da gestire. Anche quando non hai proprio voglia di uscire per andare a correre, sarà comunque importante fare una bella camminata anziché rimanere a poltrire sul divano a mangiare pop-corn. I quindici minuti di passeggiata che FAI sono molto meglio dei tre chilometri di corsa che NON FAI.

5. Se hai davvero poco tempo a disposizione e non hai la possibilità di fare una doccia, o se hai impedimenti fisici che non ti consentono di fare sport a livelli intensi, prova un’attività come lo yoga, lo stretching o la camminata. Anche se non suderai, ne beneficieranno notevolmente il tuo sistema cardiovascolare, la tua flessibilità e il tuo buon umore!

6. Trova un compagno di allenamento. E’ più bello insieme, no? Avere una persona con cui condividere il tuo programma di allenamento renderà l’attività fisica più divertente e stimolante. Sarai maggiormente motivato e sarete entrambi più inclini ad esercitarvi con constanza e regolarità.

leggi anche:
Zen e L'Arte Di Camminare
I Meravigliosi Benefici Della Meditazione
12 Semplici Modi per Abbandonare il Tuo Stile di Vita Sedentario

Se vuoi scrivermi: vivizen[at]vivizen.com

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giovedì 20 agosto 2009

 

Osho: Osserva Per la Prima Volta, Come Un Bambino

Noi guardiamo ogni cosa con occhi vecchi. Torni a casa: la guardi senza vederla. La conosci già – non occorre vederla. Sei entrato in casa tante volte, per anni e anni. Ti avvicini alla porta, entri; magari la devi aprire con le chiavi. Ma guardarla non serve.

L’azione avviene in maniera automatica, meccanica, inconsapevole. Se qualcosa non va, se la chiave non si adatta alla serratura, allora la guardi. Se la chiave funziona, non pensi nemmeno a guardare. Per via di queste abitudini meccaniche, facendo sempre la stessa cosa, perdi la capacità di guardare; perdi la freschezza dello sguardo.

Cerca di ricordare l’ultima volta in cui hai guardato tua moglie. L’ultima volta in cui hai guardato tua moglie o tuo marito può essere stata anni fa. Per quanti anni non l’hai vista? Passi, e dai un’occhiata casuale, ma non guardi veramente. Torna a guardare tua moglie o tuo marito come se fosse la prima volta. Perché? Perché se guardi per la prima volta, i tuoi occhi avranno freschezza, diventeranno vivi.

Si dice che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Non è vero, non c’è nulla di vecchio sotto il sole. Sono solo gli occhi che diventano vecchi, che si abituano alle cose; allora non esiste nulla di nuovo. Per un bambino tutto è nuovo: ecco perché qualunque cosa per lui è eccitante. Basta un sasso colorato trovato sulla spiaggia, ed è così eccitante. Ogni cosa è un mondo nuovo, una nuova dimensione.

Osserva gli occhi dei bambini – così freschi, radianti, vitali. Sembrano specchi, silenziosi, ma sono molto penetranti. Solo occhi del genere possono arrivare all’interno.

Se sei libero dal passato e hai uno sguardo che può vedere il presente, entri nell’esistenza. Questo ingresso sarà doppio: entrerai in ogni cosa, nel suo spirito, e anche in te stesso, perché il presente è la porta.

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lunedì 17 agosto 2009

 

Come Diventare Vegetariani

"Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l'uccisione di un solo animale sarà considerata un grave delitto..." - Leonardo da Vinci

Non tutti vogliono diventare vegetariani e non è certo mio intento convincere qualcuno a cambiare idea; voglio invece rivolgermi a quanti, e ne ho incontrati molti, “vorrebbero” diventare vegetariani, ma che, per un motivo o per un altro, “non ci riescono”, non hanno la necessaria forza di volontà, come se mancasse loro la spinta finale verso questo tipo di scelta.

Ma diventare vegetariano è in fondo piuttosto facile.

Se non sei interessato ad abbandonare la carne, interrompi pure la lettura di questo post (non mi offenderò!), ma se qualche volta ci hai pensato, vuoi approfondire il discorso ed avere alcuni consigli in merito, allora prova a dare un’occhiata a quanto segue, forse potrà esserti utile.


Perché diventare vegetariano?

1) Ragioni etiche.
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Le motivazioni di natura morale sono quelle che hanno avuto su di me l’influenza maggiore, quelle che hanno costituito la spinta determinante per indurmi ad abbandonare definitivamente la carne ed abbracciare una dieta vegetariana. Mi trovavo in una fase di “revisione” delle mie scelte e delle mie idee, volevo “misurare” i miei comportamenti e verificare se fossero coerenti con il mio pensiero. Perché a volte accade che ci comportiamo in un certo modo solo per abitudine, per conformarci al pensiero comune e non ci chiediamo il perché di alcuni gesti che abbiamo semplicemente assimilato in modo passivo e non critico.

Allora banalmente mi sono domandato: “se per mangiare carne dovessi essere io ad uccidere direttamente l’animale, lo farei?”; la mia risposta è stata No, non lo farei perché non ne sarei capace. Piuttosto che uccidere un animale per mangiarlo preferirei farne a meno e cibarmi di altro. La domanda consequenziale che mi sono posto allora è stata: “se non sono in grado di uccidere un animale, non è forse incoerente mangiarlo solo perché lo ha ucciso per me qualcun altro?”. Si, mi sono risposto, è incoerente, e allora ho smesso, niente più carne.

Volevo anche sapere da dove provenisse quella carne, allora sono andato a vedere un animale quando viene macellato e poi ho fatto la mia scelta, con consapevolezza.

“Il modo perfettamente ‘razionale’ in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione” … “Avete mai sentito le grida che vengono da un macello? Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell’animale che muore” … “Per me è un problema di morale. Ecco un piccolo, bel modo per fare qualcosa contro la violenza: decidere di non mangiare più altri essere viventi”. Tiziano Terzani

2 - Conservazione delle risorse e tutela dell’ambiente.
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L’industria della carne ha effetti devastanti sull’ambiente ed è causa di uno spreco di risorse difficilmente sostenibile in una prospettiva a lungo termine.

Alcuni esempi? Negli allevamenti di animali viene consumato complessivamente un quantitativo di cereali sufficiente a sfamare l’intera popolazione mondiale. Quasi la metà dell'acqua consumata negli Stati Uniti è destinata alle coltivazioni di alimenti per il bestiame. Il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli cinque chili di carne bovina serve lo stesso quantitativo di acqua consumata da una famiglia media in un anno. A ciò si aggiunga il deforestamento causato dalla necessità di destinare terreni sempre più ampi all’allevamento di bestiame.

3 - Riduzione dei grassi.

La carne fornisce molte proteine, questo è incontestabile, ma fornisce all’organismo anche un notevole apporto di grassi – specialmente grassi saturi. E’ evidente dunque che rinunciando alla carne si elimina anche un elevato quantitativo di grassi dannosi per l’organismo. Ciò riduce il rischio di infarto: sono innumerevoli gli studi scientifici che dimostrano come una dieta vegetariana sia in grado di ridurre il rischio di infarto, ipertensione, diabete, cancro e altre patologie.

4 - Meno cibo avvelenato.

Le probabilità di mangiare cibo contaminato accrescono notevolmente se hai di fronte un piatto di carne, potenziale fonte di batteri dannosi qualora la carne non sia stata conservata e cotta nel modo appropriato.

5 - Più cibi salutari.

In generale, anche se non necessariamente, i vegetariani sostituiscono la carne con cibi molto più salutari, quali frutta, verdura, fagioli e così via. Sostituendo la carne con questi alimenti, aiuterai il tuo organismo ad assumere tutte le sostanze nutritive di cui necessita, sarai più in salute e ti sentirai più in forma.

6 - Un aiuto per perdere peso.

E’ ovvio, si può essere vegetariani e allo stesso tempo mangiare quanto di più calorico e dannoso per la nostra salute, comprese Coca Cola e patatine fritte. Ma è più improbabile: diversi studi hanno infatti evidenziato come i vegetariani siano tendenzialmente più magri e meno tendenti all’obesità rispetto ai consumatori di carne. Quindi, se hai intenzione di perdere peso, osservare una dieta vegetariana può essere una buona parte del tuo programma.

- Come faccio a diventare vegetariano?
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Innanzitutto trova la reale motivazione. Non cercare di diventare vegetariano solamente perché ne hai voglia, non durerebbe a lungo, non ce la faresti. Non perchè sia difficile diventare vegetariani, ma perché ogni cambiamento nello stile di vita richiede un mimino di motivazione. Prima di tutto pensa alla ragione reale per cui vuoi diventare vegetariano, e se la trovi rimani coerente con essa, agisci di conseguenza. Il resto verrà da solo. Non tolleri l’uccisione degli animali? E allora perchè continuare a mangiare carne?

Informati. Prima di iniziare ad osservare una dieta vegetariana, leggi tutto quello che puoi sul tema. Ci sono decine di libri al riguardo e anche in rete puoi trovare informazioni dettagliatissime. Ti aiuterà a rafforzare le tue motivazioni e a chiarire eventuali dubbi.

Cerca altrove le proteine. Uno dei tanti miti contro il vegetarianesimo è quello secondo cui rinunciando alla carne il tuo organismo non assumerebbe una quantità sufficiente di proteine. “E gli elefanti? Da dove prendono le proteine gli elefanti?” ha scritto Tiziano Terzani. In effetti, coloro che mangiano carne generalmente assumono molte più proteine del necessario. Il fabbisogno di proteine per l’adulto medio è più basso di quanto comunemente si ritiene. Se sei in grado di seguire una dieta varia e differenziata che includa verdure, fagioli, noci, soia, allora sei a posto, il tuo organismo avrà tutte le proteine di cui necessita.

Elimina i cibi non salutari. Ora, se decidi di diventare vegetariano, non è proprio il caso di premiarsi continuamente con patatine fritte e maionese. Prova degli snack salutari, come carote, frutta fresca, finocchi. Ne guadagnerai in salute.

Dillo agli amici e alla tua famiglia. Se davvero vuoi diventare vegetariano, devi senz’altro condividere questa scelta con le persone che hai vicino. Per alcuni potrebbe essere difficile accettarlo, ma se spieghi loro qual'è la tua reale motivazione, certamente ti comprenderanno. Quando spieghi le tue ragioni l’importante è non mostrarti superiore o arrogante, né tantomeno vergognoso. Se ti vogliono bene davvero, rispetteranno la tua scelta. Illustragli i benefici di una vita senza carne, ma non forzarli mai a seguire una dieta vegetariana. Questa deve essere sempre una libera scelta individuale, mai il frutto di una forzatura.

Individua il tuo percorso. Alcuni di coloro che decidono di abbracciare il vegetarianesimo lo fanno attraverso una scelta drastica, radicale: “da questo momento in poi niente più carne!”. E’ certamente una via percorribile, ma che richiede una notevole determinazione ed una tenace forza di volontà, proprio come quando un fumatore decide di smettere improvvisamente senza alcuna riduzione graduale del numero di sigarette. Se pensi che la soluzione immediata non faccia per te, allora prova in modo progressivo: ti consiglio di eliminare prima la carne rossa, la settimana dopo la carne bianca e infine il pesce. In tal modo la rinuncia non sarà repentina e probabilmente, quindi, sarà più agevole da gestire.

Divertiti. Se per te è una sofferenza il solo pensiero di rinunciare alla carne, allora lascia stare, forse non fa per te. Ma se pensi che stai facendo qualcosa di buono, allora impegnati, persevera, ma sempre con divertimento. Cerca delle ricette vegetariane sfiziose, prova a cucinarle, magari con gli amici. Condividi questa tua passione con loro, cerca dei ristoranti vegetariani vicino a casa tua, organizza delle cene a tema, insomma fanne un divertimento, sarà molto più facile.

"E' vero che l'uomo è il re degli animali, perché la sua brutalità supera la loro. Viviamo grazie alla morte di altri. Già in giovane età ho rinnegato l'abitudine di cibarmi di carne..." - Leonardo da Vinci - DONE

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venerdì 14 agosto 2009

 

Vivi Ora, Vivi Zen

Da “4 ore alla settimana” di Tim Ferriss.

Favole e cacciatori di fortune

Un uomo d’affari statunitense, su ordine del medico, si concesse una vacanza in un piccolo villaggio costiero messicano. Incapace di prendere sonno dopo avere ricevuto una telefonata urgente dall’ufficio, si avviò verso il molo per schiarirsi le idee. Lì era attraccata una minuscola imbarcazione con un solo pescatore, carica di tonni pinna gialla. L’americano si complimentò con il messicano per la pesca.

“Quanto ci ha messo a pescarli?” domandò l’americano.

“Pochissimo tempo” rispose il messicano in un inglese sorprendentemente buono.

“Perché non sta fuori di più e prende più pesce?” domandò allora l’americano.

“E’ sufficiente per sostenere la mia famiglia e regalarne un po’ agli amici” disse il messicano mentre li scaricava in una cesta .

“Ma… Che cosa fa il resto del tempo?”.

Il messicano alzò lo sguardo e sorrise. “Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei figli, faccio una siesta insieme a mia moglie Julia, e giro per il villaggio ogni sera, dove bevo vino e suono la chitarra con i miei amigos. Ho una vita piena e impegnata, señor.”

L’americano rise e si allungò in tutta la sua statura. “Signore, mi sono laureato a Harvard con un Master in Business Administration e posso darle una mano. Dovrebbe dedicare più tempo alla pesca e in questo modo potrebbe acquistare una barca più grande. In un attimo, con l’aumento dei profitti, potrebbe comperare numerose barche. Alla fine avrebbe una flotta di pescherecci.”

Proseguì. “Invece di vendere quello che pesca a un intermediario, potrebbe vendere direttamente ai clienti, e alla fine potrebbe aprire un conservificio. Controllerebbe il prodotto, la lavorazione e la distribuzione. Naturalmente dovrebbe lasciare questo piccolo villaggio costiero di pescatori e trasferirsi a Città del Messico, poi a Los Angeles e infine a New York, dove potrebbe gestire la sua impresa in espansione con un management appropriato.”

Il pescatore messicano domandò: “Ma, señor, quanto ci vorrà per tutto questo?”.

Al che l’americano rispose: “Quindici, vent’anni. Massimo venticinque”.

“E poi, señor?”

L’americano rise e disse: “Questa è la parte migliore. Al momento giusto, lancerebbe un IPO e venderebbe le azioni della sua società al pubblico diventando veramente ricco. Farebbe i milioni”.

“Milioni, señor? E poi?”

“A quel punto potrebbe ritirarsi e trasferirsi in un piccolo villaggio costiero di pescatori, dove potrebbe dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i figli, fare una siesta insieme a sua moglie e girare per il villaggio la sera, per bere vino e suonare la chitarra insieme ai suoi amigos…” -

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lunedì 10 agosto 2009

 

L'Arte di Non Fare Nulla

Certo, tutti noi sappiamo cosa vuol dire non fare niente e in questo riusciamo spesso benissimo. Sappiamo bene cosa significhi gironzolare e perdere tempo.

Ma ben pochi sanno realmente apprezzare il vero e più profondo significato del concetto di “non far nulla”, le reali implicazioni che questo può avere e, perché no, i benefici che può arrecare.

Il non far nulla, in effetti, può essere uno spreco di tempo, ma anche una forma d’arte, ancorché piuttosto insolita.

In che modo? Provate attraverso queste semplici e apparentemente banali indicazioni, che se sfruttate consentono di migliorare la qualità della vita, allentare lo stress e, aspetto non secondario, aumentare la produttività al lavoro.

Inizia con piccole non-azioni

Non fare nulla, nel senso più profondo dell’espressione, non è semplice. Allora iniziamo con calma e a piccole dosi. Prenditi 5-10 minuti per volta, non di più, ed esercitati in un luogo e in un momento in cui hai poche possibilità di distrazioni, poco rumore e nessuno che ti disturbi. Spegni TV, radio, cellulari, blackberry, tutto.
Ora chiudi gli occhi, e non fare nulla. Stai fermo, immobile, magari seduto sul divano di casa, e non fare nulla. Osserva semplicemente il tuo respiro, senza seguire il flusso di pensieri che scorre nella tua mente. Osserva il respiro, senza giudizio, con distacco, sii spettatore.
Dopo 5-10 minuti interrompi e fai pure ciò che vuoi. Ma prova a essere costante, a ripetere l’esercizio tutti i giorni, altrimenti non ne avrai nessun beneficio.

Il respiro

L’elemento principale di questa pratica (chiamala meditazione, se preferisci) è il respiro.
Inizia inspirando lentamente, e successivamente espira, sempre con lentezza. Osserva attentamente il respiro mentre entra nel tuo corpo, attraverso il naso, giù nei polmoni fino a riempirli d’aria.
Poi osserva come il respiro abbandona il tuo corpo, attraverso la bocca, e osserva la sensazione dei tuoi polmoni vuoti.
Fallo per 5-10 minuti, se ce la fai, non è semplice. Fallo ogni volta che puoi. Se altri pensieri ti passano per la mente (“domani ho quella dannata riunione in ufficio” o “cavolo, ho dimenticato di comprare il latte”), bè allora ignorali e riporta la tua osservazione sul respiro.

Rilassati

Altro elemento importante di questo esercizio è la capacità di rilassarsi completamente. Se siamo tesi, il non far nulla è anzi dannoso, aumenta solamente il nostro stato di contrazione. Quindi trova un posto comodo, un divano, un cuscino, un letto ordinato e posizionati nel modo che ritieni più efficace per rilassarti.
Rilassati, e quando ti senti rilassato, prova a rilassarti ancora di più.

L’Arte di Non Far Nulla nella vita di tutti i giorni

Quando avrai sperimentato le tecniche precedenti con una certa costanza e per periodi di tempo superiori (20 minuti, mezz’ora, un’ora), allora sarà il momento di passare al livello successivo e applicarne i princìpi nella vita quotidiana.
Quando bevi una bibita, ad esempio, focalizzati sul liquido che ti scivola dentro, sorseggiala lentamente con gli occhi chiusi, assaporandone il sapore e gustandola con calma e pienezza. La stessa cosa quando mangi, mastica lentamente, assaporando ogni morso, gustandone il sapore. Rilassati e concentrari solamente su quello che stai bevendo o mangiando.

Inizia poi a praticare l’arte del non far nulla quando sei in coda dal dottore o stai aspettando l’autobus alla fermata. Non fare nulla, aspetta, non leggere il giornale, non parlare al telefono, non scrivere SMS, non ti preoccupare per ciò che dovrai fare più tardi. Aspetta, e non fare nulla. Concentrati solamente sul tuo respiro, osservalo e rimani distaccato dai tuoi pensieri.

Fallo anche quando sei in macchina. Guida e basta. Non ascoltare musica, non parlare al telefono, non mangiare, semplicemente guida. Concentrati sulla guida, guarda la strada e tutto ciò che scorre ai lati, e osserva il tuo respiro. Rilassati, guida con calma, senza frenesia o perché spinto dall’ansia di arrivare prima.

Infine, prova a non fare nulla quando sei nel caos, nel tuo luogo di lavoro o in qualsiasi altro ambiente potenzialmente fonte di stress. Non ti far trascinare nella confusione, concentrati solo sul tuo respiro, chiudi gli occhi se puoi, e distaccati da tutto ciò che hai intorno.

Se riesci a farlo durante una giornata stressante al lavoro o in famiglia, ne avrai grandi benefici, sarai in grado di focalizzarti al meglio su ciò che stai facendo in quel momento, senza cedere alle distrazioni. Sarai rilassato e concentrato allo stesso tempo.

L’arte di non far nulla non si impara dall’oggi al domani. E’ necessario del tempo, ma inizia subito, ne godrai ogni singolo momento. - DONE

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giovedì 6 agosto 2009

 

Guida Pratica Allo Sviluppo della Compassione

"Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione. Se vuoi essere felice, pratica la compassione" - Dalai Lama

 "Il mio messaggio è la pratica di compassione, amore e gentilezza" - Dalai Lama


Molti ritengono, per esperienza personale, che la compassione rappresenti una di quelle pochissime attività, attitudini o pratiche, in grado di arrecare all’esistenza umana immediata e duratura felicità.

Si tratta di una gioia interiore profondamente differente dall’istantaneo e breve piacere che si può sperimentare, ad esempio, attraverso il sesso.

Si tratta, in particolare, di un radicato stato di benessere e di profonda serenità, da intendersi come condizione di felicità estremamente intima in grado di protrarsi nel tempo.

Ma cos'è precisamente la compassione? E come è possibile svilupparla?

La compassione è uno stato di partecipazione emotiva che si esprime in un atteggiamento di condivisione delle sofferenze altrui, unito ad una profonda e sincera volontà di ridurre o alleviare tali sofferenze, offrendo a coloro che ne sono colpiti un sostegno ed una solidarietà totali, come se il loro dolore fosse il nostro.

La chiave per sviluppare la compassione nella tua esistenza è quella di farne una pratica quotidiana. Meditaci su al mattino, pensaci quando interagisci con gli altri durante la giornata, riflettici la sera prima di andare a dormire. Fai sì che divenga parte della tua vita.

Il Dalai Lama ha detto: “La compassione è la mia semplice religione. Non c’è bisogno di templi; non sono necessarie filosofie complicate. Il nostro cuore è il nostro tempio; la filosofia è la gentilezza.”

Benefici

Ti stai chiedendo per quale motivo dovresti sviluppare compassione nella tua vita? Ecco, ci sono studi scientifici che dimostrano come la pratica della compassione abbia innanzitutto degli effetti benefici di natura fisica – le persone che la praticano producono il 100% in più di DHEA, l’ormone che contrasta il processo di invecchiamento, ed il 23% in meno di cortisolo, l’ormone dello stress.

Ma la pratica della compassione reca con sé soprattutto altri benefici, di natura profondamente emozionale e spirituale. Il beneficio principale è dato dall’evidenza che la compassione ti rende più felice e contribuisce al contempo a diffondere felicità in coloro che ti sono vicino. La compassione è una delle vie principali per il raggiungimento della felicità.

Se aspiriamo sinceramente al benessere e alla serenità nostra e di chi è vicino a noi, è dunque di estrema importanza essere in grado di coltivare e praticare la compassione nella vita di tutti i giorni.

Rituale del Mattino

Saluta ogni nuovo giorno con un rituale. Prova questo, suggerito dal Dalai Lama: “Oggi sono fortunato perchè mi sono svegliato, perchè sono vivo, perchè ho tra le mani una vita preziosa, non la sprecherò. Utilizzerò tutte le mie energie per migliorarmi come persona, per espandere il mio cuore verso il prossimo, per illuminarmi a beneficio di tutti gli esseri viventi, mi comporterò in modo gentile con gli altri, non mi arrabbierò e non avrò pensieri malvagi nei confronti del prossimo, cercherò con tutto me stesso di fare del bene agli altri” .

Pratica dell’empatia

Uno degli elementi centrali nella pratica quotidiana della compassione è lo sviluppo dell’empatia nei confronti degli altri esseri umani. Molti di noi ritengono di provare sufficiente empatia verso il prossimo e fino ad un certo livello quasi ognuno di noi ci riesce. Ma spesso questo non basta. Molti di noi sono centrati su se stessi e frequentemente questo fa sì che la nostra empatia in qualche modo si arrugginisca.

Per far in modo che rimanga viva dentro di te, prova allora ad immaginare che una delle persone che ami stia soffrendo, immagina quel dolore, in ogni dettaglio, e diventane partecipe, cerca di percepirlo in tutta la sua intensità. Fai di questo esercizio una pratica quotidiana e dopo un paio di settimane ripetilo immaginando che la sofferenza ed il dolore appartengano a qualcun altro che conosci, non solo a coloro che ami. Questa pratica ti consentirà di sviluppare in tutta la sua profondità il sentimento di empatia nei confronti del prossimo.

Pratica delle affinità

Invece di preoccuparti di trovare le differenze che esistono tra te e gli altri, prova ad individuare ciò che ti accomuna al prossimo. Se ci pensi bene, in fondo, abbiamo tutti le stesse esigenze. Tutti abbiamo bisogno di cibo, di un tetto sopra la testa e di amore. Tutti desideriamo attenzione e apprezzamento, affetto e, soprattutto, felicità. Rifletti su come queste siano delle aspirazioni personali che tu hai in comune con ogni altro essere umano, ed ignora ciò che ti differenzia dal prossimo.

Al riguardo ho letto su una rivista di un esercizio che potresti tentare di seguire: ogni volta che incontri qualcuno, si tratti di un amico o di uno sconosciuto, ricorda a te stesso:
- “Proprio come me, questa persona vuole essere felice”
- “Proprio come me, questa persona sta cercando di non soffrire”
- “Proprio come me, questa persona ha conosciuto tristezza, solitudine e disperazione”

Pratica della solidarietà

Il punto nevralgico della compassione è la volontà di aiutare il prossimo a liberarsi delle sue sofferenze.
Prova questo esercizio: immagina il dolore di una persona che hai incontrato recentemente. Ora immagina che sei tu la persona che sta vivendo quel dolore. Rifletti su quanto vorresti che quella sofferenza avesse fine. Rifletti su quanto saresti felice se un altro essere umano desiderasse che il tuo dolore svanisse e agisse per alleviare o eliminare le tue sofferenze. Apri il tuo cuore a quella persona e se provi almeno un po’ lo stesso desiderio di porre fine al suo dolore, rifletti sul sentimento che stai provando. Questo è il sentimento che vuoi sviluppare. Con una pratica costante questo sentimento può essere ampliato ed intensificato.

Pratica della gentilezza

Prova ogni giorno a compiere qualche azione in grado di ridurre o porre fine alle sofferenze altrui, anche attraverso piccoli gesti. Persino un sorriso, una parola gentile o un abbraccio possono essere di grande aiuto. Fanne una pratica quotidiana, rendi la gentilezza verso il prossimo una parte costante del tuo agire. Fallo non solo verso chi ti vuole bene, ma anche nei confronti di chi non conosci e, soprattutto, verso chi non ti vuole bene o ti tratta male.

Quando qualcuno si comporta nei tuoi confronti in modo violento, aggressivo o malvagio, non replicare allo stesso modo. Prova a riflettere sulle radici di quella persona. Tenta di immaginare quella persona quando era bambino, cosa gli è stato insegnato, quali sofferenze possa aver attraversato. Cerca di pensare al suo stato d’animo nei momenti di difficoltà, il dolore che deve aver provato per arrivare a comportarsi con te in modo così malvagio. E rifletti sul fatto che la causa del suo comportamento non sei tu, ma tutte le sofferenze che ha vissuto. Concentrati sul dolore di quella persona, e immagina di cercare di alleviarne le sofferenze.

Pensa che quando ti comporti male con qualcuno e questi reagisce con compassione e gentilezza nei tuoi confronti, molto probabilmente la prossima volta anche tu lo tratterai con maggiore cortesia. Prova in questo modo ad agire con compassione e a comprendere il prossimo, anche quando questi si comporta male verso di te. Provaci, piano piano, la pratica ti aiuterà a migliorarti.

Rituale della Sera

Prima di andare a dormire, dedica alcuni minuti a riflettere sulla giornata appena trascorsa. Pensa alle persone che hai incontrato e a coloro cui hai rivolto la parola, rifletti su come ti sei comportato nei loro confronti. Ricorda l’obiettivo che ti eri posto al mattino, di agire con compassione verso il prossimo. Ci sei riuscito? Avresti potuto fare di meglio? Cosa hai imparato oggi al riguardo?

Questi semplici esercizi/consigli ti aiuteranno a sviluppare la tua compassione e, con la pratica, potranno diventare parte delle tue abitudini quotidiane e rappresentare un aspetto centrale della tua personalità, del tuo modo di agire. Ma soprattutto porteranno felicità a te e a coloro che ti sono vicino. - DONE

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