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Vivi Zen: Il Dolore, la Rabbia e la Terza Via

lunedì 22 febbraio 2010

 

Il Dolore, la Rabbia e la Terza Via

Recentemente mi sono reso conto di come in passato, nel momento in cui avevo, per qualsivoglia motivo, un impulso di rabbia, invidia, insofferenza ma anche di vergogna, paura, dolore o tristezza, la mia reazione e il mio atteggiamento erano in genere di due tipi:

1) Mi lasciavo completamente sopraffare dall’impulso che provavo in quel momento, in modo cieco e inconsapevole, perdendo lucidità, chiarezza e quasi sempre pentendomi a posteriori della eccessiva impulsività e veemenza della mia reazione.

Oppure, al contrario:

2) Reprimevo l’impulso, lo soffocavo convincendomi che non fosse appropriato vivere ed esprimere la sensazione che stavo provando in quel momento, perchè non corrispondente all’immagine positiva che volevo dare di me. Neanche a dirlo, reprimere o minimizzare questi impulsi e sensazioni finiva con il lasciarmi un senso di frustrazione e di disagio.

Credo che sia abbastanza chiaro, quindi, come nessuna delle due tipologie di reazione mi lasciasse soddisfatto o con la sensazione di aver saputo gestire in modo appropriato e consapevole la situazione nella quale mi ero venuto a trovare.

Con il tempo, l’esperienza e la lettura di alcuni testi che mi hanno fornito ottimi spunti, ho però imparato progressivamente ad assumere un atteggiamento differente, una terza via sulla quale so di dover lavorare ancora ogni giorno ma che sento essere la strada buona.

In cosa consiste questa terza via?

Semplice, nulla di complicato: nel momento in cui avverto una sensazione o un impulso riconducibile a rabbia, dolore, tristezza, vergogna, paura e così via, invece di negarla o di lasciarmi sopraffare, la osservo e al contempo osservo me stesso.

Osservo quel dolore, quella paura, quella ferita, cerco di assumerne piena consapevolezza, senza soffocarla, senza cercare di sbarazzarmene.

Accetto quello che sto provando nel momento, lascio che la sensazione e l’impulso entrino nel mio spazio interiore, senza provare a mutarli: guardo dentro me stesso, osservo gli effetti che quelle sensazioni stanno producendo dentro di me, senza giudizio, senza condanna.

Gradualmente ho scoperto che portando allo scoperto una sensazione di dolore, così come di paura o di rabbia, osservandola ed esplorandola con intensità e compassione, rimanendo presente nel momento, riesco ogni giorno a vivere con totalità e meno timore di espormi a insicurezze o fallimenti, acquisendo rinnovato coraggio e sicurezza.

Il passo fondamentale per vivere con pienezza è per me riconoscere ciò che sto provando, in ogni momento, accettarlo e dargli spazio con consapevolezza, senza censure.

Il passo fondamentale è andare dentro me stesso.

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