<data:blog.pageTitle/>

This Page

has moved to a new address:

http://15zen.net

Sorry for the inconvenience…

Redirection provided by Blogger to WordPress Migration Service
Vivi Zen: 02/01/2010 - 03/01/2010

giovedì 25 febbraio 2010

 

Quel Delicato Equilibrio tra Lavoro e Vita Privata

Alcuni amici mi raccontano che a volte hanno l’impressione di non fare nient’altro che lavorare, come se la loro esistenza fosse completamente assorbita dalle incombenze professionali, senza spazio per affetti, interessi e passioni.

Molti di loro lo affermano con un senso di frustazione o addirittura rabbia, altri invece (molti meno, per la verità) con una certa serenità, perché amano il proprio lavoro e sono contenti di dedicarvi gran parte del proprio tempo.

Tutti, però, indistintamente, mostrano un certo interesse in merito al tema dell’equilibrio tra lavoro e vita privata, e ognuno di loro cerca di trovare le soluzioni più efficaci per conciliare questi due mondi spesso concettualmente opposti.

Il Lavoro è Vita, ma fino ad un certo punto

Il primo aspetto su cui vorrei porre l’accento è questo: il lavoro non dovrebbe essere considerato come qualcosa di separato o diverso rispetto alla nostra vita, come se fosse qualcosa che non ci appartiene. La realtà è che il lavoro è parte della nostra vita. Per alcuni è un aspetto divertente della propria esistenza, per altri è una passione, per altri ancora è solo un mezzo per sopravvivere. Bello o brutto che sia, insomma, è una parte, spesso consistente, della nostra vita.

La vera contrapposizione, a mio giudizio, non è quindi tra lavoro e vita privata, ma tra le cose che non ami fare e quelle che ami fare. Il lavoro può trovarsi in una delle due categorie. Il tuo obiettivo dovrebbe essere sempre quello di riuscire a dedicare il più tempo possibile alle cose che ti piace fare piuttosto che a quelle che gradisci meno o addirittura detesti.

Tu Cosa Ami Fare?

Quali sono le cose che ti piace fare? Questo è il punto centrale. Il mio migliore amico ama la fotografia, e ne ha fatto la sua professione, ma adora anche il judo e trascorrere del tempo con gli amici, tra le altre cose. Personalmente adoro stare con la mia famiglia, scrivere, leggere, viaggiare e correre. Tu cosa includeresti nella tua lista?

Prova a stilare un elenco di ciò che più ami fare nella vita. Puoi includervi tutto ciò che vuoi: hobby, passioni, sport e, se per te è un piacere, anche il tuo lavoro, ovviamente.

Crea Spazio nella Tua Vita

Prova a guardare alla tua vita in una prospettiva più ampia: come trascorri normalmente le tue giornate? Quanto tempo dedichi al lavoro? Cosa fai prima e dopo il lavoro? Cosa fai nei tuoi giorni liberi?

Pensa a tutte le cose che fai nella tua esistenza quotidiana e confrontale con quelle che hai segnato nella lista delle cose che ami fare.

Continua a leggere...

Etichette: ,


lunedì 22 febbraio 2010

 

Il Dolore, la Rabbia e la Terza Via

Recentemente mi sono reso conto di come in passato, nel momento in cui avevo, per qualsivoglia motivo, un impulso di rabbia, invidia, insofferenza ma anche di vergogna, paura, dolore o tristezza, la mia reazione e il mio atteggiamento erano in genere di due tipi:

1) Mi lasciavo completamente sopraffare dall’impulso che provavo in quel momento, in modo cieco e inconsapevole, perdendo lucidità, chiarezza e quasi sempre pentendomi a posteriori della eccessiva impulsività e veemenza della mia reazione.

Oppure, al contrario:

2) Reprimevo l’impulso, lo soffocavo convincendomi che non fosse appropriato vivere ed esprimere la sensazione che stavo provando in quel momento, perchè non corrispondente all’immagine positiva che volevo dare di me. Neanche a dirlo, reprimere o minimizzare questi impulsi e sensazioni finiva con il lasciarmi un senso di frustrazione e di disagio.

Credo che sia abbastanza chiaro, quindi, come nessuna delle due tipologie di reazione mi lasciasse soddisfatto o con la sensazione di aver saputo gestire in modo appropriato e consapevole la situazione nella quale mi ero venuto a trovare.

Con il tempo, l’esperienza e la lettura di alcuni testi che mi hanno fornito ottimi spunti, ho però imparato progressivamente ad assumere un atteggiamento differente, una terza via sulla quale so di dover lavorare ancora ogni giorno ma che sento essere la strada buona.

In cosa consiste questa terza via?

Semplice, nulla di complicato: nel momento in cui avverto una sensazione o un impulso riconducibile a rabbia, dolore, tristezza, vergogna, paura e così via, invece di negarla o di lasciarmi sopraffare, la osservo e al contempo osservo me stesso.

Osservo quel dolore, quella paura, quella ferita, cerco di assumerne piena consapevolezza, senza soffocarla, senza cercare di sbarazzarmene.

Accetto quello che sto provando nel momento, lascio che la sensazione e l’impulso entrino nel mio spazio interiore, senza provare a mutarli: guardo dentro me stesso, osservo gli effetti che quelle sensazioni stanno producendo dentro di me, senza giudizio, senza condanna.

Gradualmente ho scoperto che portando allo scoperto una sensazione di dolore, così come di paura o di rabbia, osservandola ed esplorandola con intensità e compassione, rimanendo presente nel momento, riesco ogni giorno a vivere con totalità e meno timore di espormi a insicurezze o fallimenti, acquisendo rinnovato coraggio e sicurezza.

Il passo fondamentale per vivere con pienezza è per me riconoscere ciò che sto provando, in ogni momento, accettarlo e dargli spazio con consapevolezza, senza censure.

Il passo fondamentale è andare dentro me stesso.

Etichette: , ,


giovedì 18 febbraio 2010

 

E’ Così Difficile Essere Felici? (o lo Zen e la Felicità Semplificata)

Essere felici sembra davvero piuttosto complicato.

Basta guardarci intorno.

Volti arrabbiati, tristi, insoddisfatti e stressati sembrano rappresentare la normalità: nella realtà quotidiana, un’espressione sinceramente sorridente e genuinamente felice costituisce piuttosto un’eccezione.

Ma è davvero così difficile essere felici?

Forse non siamo noi che a volta ci complichiamo un pò troppo la vita cercando la felicità laddove non potremo mai trovarla?

Non siamo forse noi stessi che cerchiamo soddisfazione e appagamento nel denaro, negli oggetti e nelle posizioni sociali piuttosto che dedicarci alla famiglia, agli amici e a ciò che davvero ci fa stare bene, a ciò che davvero ci consente di esprimere il nostro amore e la nostra unicità?

Per essere felici non ci servono più auto, più telefoni o più vestiti.
Ci serve più semplicità, ci serve più amore, ci serve la capacità di andare dentro noi stessi ed esprimere la nostra meravigliosa individualità.

Non hai bisogno di maschere per essere felice, non devi raggiungere nessuna posizione o grado nella “scala sociale”. Per essere felice non hai bisogno di possedere qualcosa che gli altri ti possano invidiare.

La felicità possiamo raggiungerla ogni momento attraverso l’amore, condividendo con il prossimo le nostre emozioni, esprimendoci sinceramente senza cercare di nascondere quelle che riteniamo essere debolezze.

Prova a non complicare la tua felicità, non ricercarla laddove non potrai mai trovarla.

La felicità la trovi in un sorriso, a cominciare dal tuo, in una parola affettuosa, in un tenero abbraccio o in un gesto sincero.

La felicità la trovi nell’unione con la tua famiglia e nei tuoi amici, nei bambini e negli anziani, nella meravigliosa natura che ci circonda.

La felicità nasce dalla tua rivoluzione interiore, dalla tua libertà, dalla tua decisione di essere te stesso e aprirti alla vita per come sei, con autenticità e semplicità, guardando alla realtà con occhi ancora capaci di meravigliarsi e un cuore ancora desideroso di amare.

Etichette: , ,


lunedì 15 febbraio 2010

 

Il Successo Non è Competizione

Esistono alcune semplici verità, a mio giudizio, che trovano applicazione in diversi ambiti della nostra vita, ma di cui spesso non siamo propriamente consapevoli.

Alcune di tali verità riguardano il concetto di successo e del modo in cui questo può essere raggiunto.

A tal proposito, personalmente credo che i seguenti principi siano universalmente applicabili, indipendentemente dal settore in cui si opera o dall’attività che si svolge.

1. Il raggiungimento del successo non richiede competizione
2. Aiutare gli altri ad avere successo giova anche a noi
3. Invidiare ed ostacolare il successo altrui non aiuta nessuno


L’ultima affermazione può sembrare piuttosto ovvia, ma ad uno sguardo attento non lo è, basta osservare la realtà che ci circonda. Per qualche motivo, molti di noi sono gelosi del successo altrui e tendono ad assumere un atteggiamento critico verso le persone che hanno successo. Tentiamo di sminuire i risultati che altri hanno raggiunto, li critichiamo, cerchiamo di individuarne i punti deboli, ne parliamo male in giro.

Tutto questo ha un senso logico? A mio avviso no.

Il mio pensiero è che agevolare il successo altrui non può far altro che arrecarci dei considerevoli vantaggi e che è assolutamente nel nostro interesse incoraggiare e sostenere il prossimo nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Il raggiungimento del successo non richiede competizione

Pensa al tuo ambito lavorativo: probabilmente il pensiero comune è che ognuno di voi colleghi sia in competizione con gli altri, ma è possibile leggere la situazione in modo opposto? Che noi tutti possiamo avere successo, che il successo dell’uno può essere condiviso con gli altri e che aiutarsi reciprocamente può costituire un’abitudine vantaggiosa per tutti?

Pensa in termini di successo personale: hai davvero bisogno di competere con i tuoi colleghi per eccellere? Non potete avere tutti successo, ma in modi differenti?

La competizione può servire da elemento di motivazione, e a volte può anche essere divertente. Ma in genere crea contrasto, disarmonia, ostilità e sfiducia reciproca, in una parola può rivelarsi distruttiva, e dunque un ostacolo al successo, sia del singolo che del gruppo.

Aiutare gli altri ad avere successo giova anche a noi

Personalmente ritengo che anche il semplice fatto di aiutare qualcuno abbia un significato estremamente positivo. Innanzitutto e specialmente perché rendere felice e soddisfatto il prossimo è già di per sé fonte di gioia per chi si è prodigato in tal senso. Credo che adoperarsi per il bene altrui e rendere felice chi ci è vicino sia una delle sensazioni più belle ed intense che si possano provare.

In secondo luogo, se proprio vogliamo guardare alle cose in una prospettiva più “egoistica”, il successo altrui può anche tornarci utile, nei modi più disparati.

Continua a leggere...

Etichette: , , ,


giovedì 11 febbraio 2010

 

Osho: Raggiungere l'Autenticità

Veridicità significa autenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.

Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri.

Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di essere sincero con te stesso. Non c'è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente.

Essere autentici vuol dire rimanere fedeli al proprio essere. Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.

Una, ascolta sempre la tua voce interiore, ascolta ciò che tu vorresti essere.

Non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos'è bene per te, altrimenti sprecherai la tua vita. Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere.

Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto?
I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c'è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c'è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore.

Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta.

Ricorda, sii fedele alla tua voce interiore. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c'è la possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore.

Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un'indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula.

Continua a leggere...

Etichette: , ,


lunedì 8 febbraio 2010

 

Guida Zen per Aspiranti Minimalisti

Negli ultimi tempi ho notato con curiosità e interesse che il concetto di minimalismo sta riscuotendo sempre più successo nella blogosfera, dove sia in Italia che all’estero ottimi siti improntati a tale idea stanno ottenendo meritati apprezzamenti. 

Ma cosa si intende esattamente per minimalismo? E perché è un’idea di vita oggi sempre più diffusa?

Riducendo il concetto all'essenziale, il minimalismo è semplicemente una via diretta e immediata per liberarsi dagli eccessi che oggi gravitano intorno a noi: gli eccessi del consumismo, del materialismo, della confusione, dei troppi debiti, delle troppe distrazioni, del disordine e del troppo rumore.

Ma non solo.

Il minimalismo è la via attraverso la quale abbiamo l’opportunità di accantonare ciò che non è essenziale per focalizzarci sulle nostre priorità, su ciò che è realmente importante e significativo per la nostra esistenza, ciò che davvero è in grado di regalarci gioia e valore aggiunto.

Vivere secondo un approccio minimalista significa rivalutare le proprie necessità e liberarsi di ciò di cui non si ha bisogno, privilegiando uno stile di vita semplice e ordinato. Significa godere della propria esistenza senza l’ossessione del possesso dei beni materiali o la frenesia del dover far tutto e subito.

Tutto questo, tuttavia, non si traduce in uno stile di vita monastico, noioso, vuoto o improduttivo. Tutt’altro. Attraverso il minimalismo ci si libera di tutto ciò che è superfluo, inutile o ridondante per fare spazio a ciò che veramente è in grado di donarci gioia. Si eliminano le distrazioni per far emergere le emozioni.

Con il minimalismo allentiamo gli obblighi e le formalità per dedicarci alle persone che amiamo. Eliminiamo i rumori per concentrarci sulla nostra pace interiore e sulla nostra spiritualità.

Il risultato? Più felicità, pace e gioia, perchè siamo in grado di fare loro spazio e accoglierle pienamente nelle nostre vite.

I benefici del minimalismo sono numerosi: lo stress diminuisce, si riducono le spese, si crea spazio per la fantasia, per coloro che amiamo e per occuparci di ciò che ci fa sentire vivi.
Non c’è uno stile di vita predefinito o un insieme di regole che definiscono l’approccio minimalista.

Minimalismo significa soltanto vivere semplicemente, in modo frugale, senza troppi oggetti materiali, confusioni, distrazioni o sprechi. Tutto ciò per riscoprire la qualità e la bellezza di ciò che davvero conta per noi, il cuore della nostra vita, l’essenza della nostra felicità.

Allora perchè non provare? Perché non cominciare a ripensare alle nostre reali necessità per riscoprire ciò di cui abbiamo davvero bisogno e goderne al meglio, con semplicità e serenità?

Etichette: , , , , ,


giovedì 4 febbraio 2010

 

Mahatma Gandhi: 5 Insegnamenti per la Pace nel Mondo

Hai mai sognato di vivere in un mondo in cui vi sia pace per tutti? Un mondo in cui ognuno rispetti il prossimo, a prescindere da qualsivoglia differenza culturale, religiosa o sociale?

Troppo spesso, al contrario, la realtà sembra assolutamente senza speranza, intorno a noi solo un mondo in subbuglio, in cui dolori e sofferenze sono inflitti a milioni di vittime innocenti da un manipolo di persone che abusano del proprio potere.

Mahatma Gandhi ha invece ispirato il mondo intero grazie alla sua incrollabile fede nella Verità e nella Giustizia per ogni essere umano.

Come ha potuto una creatura così piccola e fragile muovere una massa imponente di individui verso la realizzazione dell’idea di pace nel suo significato più intimo e profondo?

La sua intera esistenza rappresenta un messaggio – un messaggio di pace che vince sul concetto di potere, uno sforzo estremo volto a riconciliare le nostre differenze, al fine di vivere in armonia con rispetto ed amore, anche nei confronti di chi si presenta come nostro nemico.

Ecco allora gli insegnamenti più significativi che a mio avviso Mahatma Gandhi ci ha lasciato:

Primo Insegnamento: Ci sono due tipologie di potere. L’uno è ottenuto per mezzo della paura della punizione, l’altro attraverso gli atti di amore. Il potere fondato sull’amore è infinitamente più stabile e incisivo del potere conquistato attaverso la paura della punizione.

Il potere della forza non vince mai contro il potere dell’amore. Non vince mai contro la forza dell’amore e della tolleranza verso il prossimo. Nel corso di tutta la sua esistenza, Mahatma Gandhi ha lottato pacificamente contro il potere della forza, ha trasformato le menti di milioni di individui per incoraggiarli a combattere le ingiustizie con mezzi pacifici e non violenti.

Il suo messaggio era trasparente e diretto sia a coloro che lo sostenevano che a coloro che lo avversavano: l’insegnamento più grande è che attraverso il dialogo e la comprensione delle differenze, ciascuno di noi può contribuire alla realizzazione di un mondo di pace.

Secondo Insegnamento: Che differenza fa per i morti, gli orfani, i senzatetto, se la folle distruzione è compiuta in nome del totalitarismo o della democrazia?

Le guerre infliggono dolore e dispiaceri, sempre. Un mondo di pace può essere realizzato solo se impariamo a conoscere il potere della non violenza, in ogni suo aspetto. Mahatma Gandhi ha dimostrato che possiamo raggiungere nobili obiettivi come libertà, giustizia e democrazia senza uccidere nessuno, senza rendere orfano nessun bambino, senza causare alcun dolore.

Terzo Insegnamento: Ci sono molte cause per le quali sono pronto a morire, ma nessuna per la quale sono pronto ad uccidere.

Noi tutti viviamo per le nostre passioni ed i nostri valori, ma nell’essenza intima di ciascuno di noi risiede un innato desiderio di condurre una vita serena e pacifica. L’espressione più nobile del desiderio di pace nel mondo si rivela con la volonta di volerlo realizzare anche a costo del proprio sacrificio anziché attraverso la sofferenza altrui.

Il dominio della codardia consiste nell’utilizzo del potere per causare morte e distruzione al prossimo. La forza del coraggio, invece, è nell’auto-sacrificio per il beneficio di tutti. Mahatma Gandhi ha sacrificato la sua soddisfacente e redditizia attività legale in Sudafrica per condurre una vita semplice e condividere il dolore e le sofferenze degli oppressi. Ha conquistato il cuore di milioni di persone senza mai esercitare alcune potere su nessuno – lo ha fatto semplicemente attraverso il potere dell’altruismo. Possiamo fare lo stesso. Anche noi possiamo conquistare il cuore degli altri attraverso la nostra volontà di servire cause più grandi dei nostri interessi individuali. Basta volerlo.

Quarto Insegnamento: Il principio “Occhio per occhio” servirà solo a rendere cieco il mondo intero.

La storia dimostra che il mondo potrebbe essere un luogo migliore se solo i nostri leader capissero davvero che ogni disputa o controversia può essere risolta semplicemente attraverso la volontà di comprendere il punto di vista dell’opponente e utilizzare gli strumenti della diplomazia e della compassione. Le minacce, le vendette, gli attacchi e le ritorsioni non hanno mai portato a nulla di buono.

Non importa dove viviamo, quale sia la nostra religione o il nostro contesto culturale, il cuore del discorso è che siamo tutti esseri umani, con le stesse ambizioni e le medesime aspirazioni, vivere serenamente e tenere lontano il dolore. Le differenze culturali, religiose e politiche non devono mai costituire il fondamento per scatenare conflitti che solo portano dolore e distruzione.

Quinto Insegnamento: Noi stessi dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Le grandi persone conducono un’esistenza che riflette in modo esemplare i propri ideali. Mahatma Gandhi è riuscito a muovere un intero paese e a liberare l’India senza far del male a un solo inglese, le sue parole e le sue azioni sempre ispirate dalla benevolenza verso il prossimo, fosse anche l’acerrimo rivale politico. Mahatma Gandhi ci ha insegnato che possiamo contribuire alla realizzazione della pace e dell’armonia nel mondo attraverso le nostre azioni, ciascuno di noi può nel suo piccolo cambiare il modo attraverso il proprio comportamento quotidiano.

Se ogni nostra scelta, azione e pensiero fosse davvero ispirata agli ideali di pace, tolleranza e armonia, allora ciascuno di noi contribuirebbe a rendere il mondo un luogo migliore. Pensaci, ogni giorno puoi fare la differenza, rappresentare un esempio da seguire per il bene comune. Dipende solo da te, da noi, da quanto davvero vogliamo un mondo di pace. Se davvero è questo ciò che vogliamo, allora è semplice, dobbiamo solamente dimostrarlo attraverso le nostre azioni, ogni giorno.

Etichette: , , , ,


lunedì 1 febbraio 2010

 

Come Riuscire a Leggere di Più.... e Meglio!

Adoro leggere, i libri sono una delle mie passioni, il fascino e il profumo delle pagine esercitano su di me un’attrazione irresistibile.

Personalmente non sono molto interessato a leggere rapidamente, e sul web trovate ottimi post sulla lettura veloce, preferisco piuttosto riuscire ad avere la possibilità di immergermi nella lettura il più spesso possibile e riuscire a dare continuità a questa passione.

Tuttavia in passato spesso mi sono trovato, per diverse ragioni, nella situazione di non riuscire a dedicare alla lettura il tempo che avrei voluto, con la conseguenza che in molte occasioni terminare un libro si trasformava in un’impresa.

In alcune situazioni la causa era il libro (o me, se si vuole capovolgere la prospettiva): dopo averne letto alcune pagine non riuscivo ad appassionarmi ma mi ostinavo comunque a volerlo terminare, con il risultato che ne leggevo 3-4 pagine al giorno e mi occorrevano mesi per arrivare alla sospirata fine.

Spesso, invece, era la mancanza di tempo a impedirmi di leggere quanto avrei voluto: i mille impegni della giornata facevano sì che riuscissi a prendere in mano il mio amato libro solo a tarda serata, già rintanato sotto le coperte, con il risultato di crollare addormentato dopo pochi secondi di lettura.

A questo e altro inconvenienti sono nel tempo riuscito ad ovviare mettendo in pratica alcune semplici strategie grazie alle quali oggi riesco a leggere in media un libro a settimana.

Ecco allora alcuni consigli, basati sulla mia esperienza personale, per individuare il libro “giusto” da leggere, come trovare il tempo per dedicarsi alla lettura e assaporarne al meglio il piacere.

Segui il Tuo Istinto
Alcuni tra i libri che maggiormente mi hanno emozionato li ho scelti quasi “a caso” girando in libreria. Spesso, girando incuriosito tra gli scaffali, mi lascio semplicemente affascinare dal titolo, dal nome dell’autore o addirittura dalla copertina. Prova allora a scegliere il prossimo libro semplicemente seguendo la tua curiosità, il tuo istinto!

Vivi il Libro
Adoro i libri e mi piace tenerli in buone condizioni, ma non sono uno di quelli che ritengono che il libro sia sacro e che debbe essere mantenuto “inviolato”. Il libro mi piace viverlo, sottolineare le frasi che più mi colpiscono, evidenziare i passaggi interessanti, prendere appunti o lasciare dei commenti a margine del testo. Insomma, interagire con il libro mi consente di stabilire un rapporto più vicino e diretto, più vivo e stimolante che di fatto mi agevola ad apprezzarne maggiormente il contenuto e a non vivere il testo in modo esclusivamente passivo.

Getta il Libro!
Hai iniziato a leggere un libro e ora proprio non ti appassiona più perché non ti entusiasma l’argomento, la trama è piatta, il testo è complicato o troppo semplice? Qualunque sia il motivo, se un libro non ti piace più allora abbandonalo piuttosto che leggerne a fatica poche righe a settimana e far diventare uno strazio il piacere della lettura. Anzi, regalalo a qualche amico a cui potrebbe interessare e tu passa a un libro che pensi sia in grado di appassionarti maggiormente.

Ascolta gli Amici
Vorresti leggere un buon libro ma non hai idea su quale testo buttarti? Personalmente un’ottima risorsa sono i miei amici: coloro con i quali ho dei gusti affini sono in genere in grado di consigliarmi libri che mi entusiasmano. Prova allora a confrontarti con loro, vedrai che saranno in grado di offrirti degli ottimi spunti!

Non Leggere a Letto
Io proprio non ci riesco. Anche se non ho affatto sonno, se mi metto a letto la sera e provo a leggere anche il più emozionante dei libri, dopo pochi minuti cado addormentato, iniziando a mescolare sogni e testo in modo molto fantasioso ;-)
Se voglio leggere la sera, allora, preferisco farlo rimanendo seduto sul divano o su una sedia, a volte addirittura in piedi...

Portalo con Te
Da un pò di tempo ho preso l’abitudine di portare sempre con me il libro che sto leggendo. Questo mi consente di immergermi nella lettura quando, per un motivo o per l’altro, mi ritrovo in un momento “morto” della giornata, per esempio alla fermata dell’autobus o in attesa dal medico.

Sfrutta la Mattina
Uno dei momenti migliori della giornata per dedicarmi alla lettura è il mattino. Il silenzio, le energie rinnovate e il tempo a disposizione che riesco a ricavare alzandomi presto al mattino, mi consentono di dedicarmi con passione alla lettura di un buon libro e a cominciare al meglio la giornata.

Buona lettura!

Fabio

Se vuoi scrivermi: vivizen[at]vivizen.com

Etichette:


This page is powered by Blogger. Isn't yours?

Iscriviti a Post [Atom]