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Vivi Zen: 03/01/2010 - 04/01/2010

lunedì 29 marzo 2010

 

6 Secondi per Rilassarti

Hai mai avuto una di quelle giornate in cui sembra che tu non abbia nemmeno un minuto per fermarti, rilassarti e riprendere fiato?

Una giornata in cui sei talmente occupato da non renderti minimamente conto di quanto accade intorno a te?

Tutto scorre in modo frenetico e improvvisamente realizzi che non stai neppure respirando bene, lo stress sembra amplificare la tua tensione.

Alcune giornate sembrano scorrere in modo agevole, ma in molte altre sembra impossibile anche riuscirsi a prendere una breve pausa.

Durante queste giornate, allora, invece di provare a ritagliarti una serata, un’ora, o anche 15 minuti per rilassarti, perché non cerchi di prenderti 6 secondi?

Si, esatto… 6 secondi. Questo è tutto il tempo di cui hai bisogno per fare un profondo e completo respiro in grado di rilassarti. In 2 secondi il respiro entra nel tuo corpo attraverso il naso, mentre 4 secondi sono necessari per espirare attraverso la bocca.

Proprio ora, ti chiedo di dedicarmi 12 secondi per un piccolo esperimento. Alla fine di questa frase che stai leggendo, prova a fare un respiro rilassante… 2 secondi dentro e 4 secondi fuori. Esatto. Ora fanne un altro alla fine di questa frase.

Come probabilmente hai potuto notare, persino un breve lasso di tempo – 6 secondi – può essere sufficiente al tuo corpo e alla tua mente per rilassarsi. Aiuta il tuo cuore a rallentare. Consente di far scivolare via un po’ di stress.
 Ora, come puoi fare per concederti dei respiri rilassanti anche durante i tuoi giorni più impegnativi in cui non sembri avere tempo per nulla, perché tutto scorre in modo troppo frenetico? La risposta è semplice, basta cercare di associare ciascuno di quei respiri profondi e rilassanti ad una delle attività che in modo ripetitivo sei portato a compiere nel corso della giornata.

Per esempio, immaginiamo che tu sia una segretaria. Ogni qualvolta il telefono squilla, fai un respiro lento (6 secondi) e profondo prima di rispondere. (6 secondi è a malapena l’intervallo di tempo prima dello squillo successivo, per cui nessuno si accorgerà che stai prendendo del tempo per te.)

Sei un ragioniere o un geometra? Fai un respiro profondo ogni volta che usi la calcolatrice. Scrivi un blog? Fai un respiro profondo ogni volta che stai scrivendo e salvi il documento. Sei un insegnante? Fai un respiro profondo ogni volta che suona la campanella. Sei un autista? Un respiro profondo ad ogni semaforo rosso. E così via!

Utilizza la fantasia e trova nel tuo lavoro quotidiano un elemento ripetitivo cui associare un bel respiro profondo e rilassante, provaci!

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giovedì 25 marzo 2010

 

7 Consigli per Trasformare le Cattive Abitudini in Buone Abitudini

Smettere di fumare è chiaramente una delle imprese più difficili da riuscire a portare a termine. Personalmente ho fallito per sei volte prima di avere successo al settimo tentativo.

Ogni volta che mi convincevo di smettere e poi ricominciavo mi sentivo inevitabilmente in colpa, debole e totalmente insicuro di poter essere in grado di superare ostacoli così ardui.

Ma guardandomi indietro mi rendo conto che ogni tentativo fallito mi ha insegnato qualcosa sugli errori che commettevo.

Così, al settimo tentativo, ce l’ho messa tutta e ho cercato di fare tesoro dei motivi alla base dei precedenti insuccessi. Ho provato a mettere in atto una strategia ed ha funzionato.

Ora credo che quello che ho imparato in quella circostanza possa essere efficacemente applicato per modificare altre cattive abitudini, l’importante è riuscire ad individuare dei princìpi e lavorarci un po’ su con un certo impegno.

Nessuna ricetta miracolosa, quindi, solo alcuni suggerimenti “strategici” che con me hanno funzionato. Se vuoi eliminare una cattiva abitudine, prova ad impostare un piano basato su questi punti, così da essere preparato per il cambiamento ed avere più chance di successo.

1. Per ciascuna abitudine, individua la causa scatenante. Quali sono le situazioni che normalmente ti mettono in condizione di fumare (svegliarti al mattino, bere un caffè, meeting stressanti, uscire con gli amici, guidare, bere alcol)? Individuale tutti, per ciascuna abitudine.

2. Per ciascuna singola causa scatenante, individua una buona abitudine che prenderà il posto della cattiva abitudine. Quando ti sveglierai al mattino, quale sarà la cosa che farai invece di fumare? Cosa farai quando sarai stressato? E quando guiderai? Puoi sostituire la sigaretta, o un’altra cattiva abitudine, con l’attività fisica, con la meditazione, con dei respiri profondi, con una telefonata a un amico o con tutto ciò che (di sano) può venirti in mente.
Appena ti svegli, per esempio, invece di fumare, puoi fare un po’ di stretching o bere un tè leggendo un libro. Se sul lavoro ti senti stressato, invece che uscire fuori ed accendere la sigaretta, prova a fare dieci respiri lenti e profondi.

3. Per almeno un mese, concentrati sulle azioni sostitutive. Ciò significa che, ogni volta che si manifestino le cause scatenanti delle cattive abitudini, tu immediamente devi sforzarti a mettere in pratica la buona abitudine sostitutiva di quella cattiva. Più riuscirai ad agire coerentemente con questo impegno, più rapidamente sarai in grado di eliminare la cattiva abitudine. Prova ad applicarti e se, per qualche motivo, cedi alla tentazione della vecchia e cattiva abitudine, ricomincia da capo e prolunga il periodo di un ulteriore mese, cercando di essere più determinato da quel punto in avanti.

4. Almeno per un pò, per rendere meno arduo il tuo compito, cerca di evitare alcune di quelle situazioni in cui normalmente sei portato a bere e a fumare.Se normalmente bevi quando esci con gli amici, prova a prendere in considerazione l’idea di non uscire per un po’. Se in genere esci dal tuo ufficio con i colleghi per andare a fumare, cerca di evitare di andare fuori con loro.

Questo principio di base puoi applicarlo a ciascuna cattiva abitudine – ci sono sempre delle situazioni particolari che possono indurci in tentazione. All’inizio prova ad eliminarle del tutto, proverai ad affrontarle di nuovo in seguito quando sarai più preparato e consapevole che stai per raggiungere il tuo obiettivo.

5. Cerca di comprendere che quando avverti l’urgenza, il desiderio forte ed impellente di bere o fumare, questo impulso non durerà a lungo e svanirà dopo pochi minuti. Impulsi di questo tipo arrivano come delle onde: se sei capace di non farti travolgere, dopo un istante sono già passati. Individua dei piccoli rimedi per affrontare urgenze simili – prova ad inspirare profondamente, masticare un chewing-gum, fare una breve passeggiata, chiamare un amico che possa aiutarti.

6. Cerca supporto. Comunica chiaramente alla tua famiglia e ai tuoi amici che intendi smettere di bere o di fumare. Chiedi loro di aiutarti, anche semplicemente non offrendoti alcol o sigarette. Se trasmetti loro il tuo intento con determinazione, faranno certamente molto per aiutarti, se davvero ti vogliono bene.

7. Mantieni un atteggiamento positivo! Certamente ti verranno in mente dei pensieri negativi, sentirai che stai per cedere. Cerca di allontanare questi pensieri e sostituiscili con una buona dose di ottimismo. Prova a pensare che il risultato finale, come smettere di fumare, sarà una ricompensa in termini di salute ben maggiore dell’effimero piacere di una sigaretta.

Consiglio extra: se fallisci, non arrenderti. Io sono riuscito a smettere di fumare al settimo tentativo. Ogni fallimento mi ha insegnato qualcosa. Prova anche tu a capire qual’è stata la causa principale dell’insuccesso e traine un insegnamento per il tentativo successivo. Mantieni un atteggiamento positivo e continua a provare. Alla fine ce la farai!

Fabio

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lunedì 22 marzo 2010

 

Il Perfetto Minimalista: le 10 Cose Più Importanti da Semplificare nella Tua Vita


Semplifica, riduci, elimina.

Il minimalismo reca con sé equilibrio, libertà e serenità. Provare per credere!

Ma da dove iniziare? Quali sono le distrazioni che è opportuno rimuovere per poter acquisire il giusto focus su ciò che realmente conta per noi?

Ecco le 10 cose più importanti da semplificare nella tua vita per raggiungere il perfetto stile di vita minimalista:

1. Ciò che possiedi – anche se molti la pensano diversamente, possedere troppi beni materiali spesso complica la nostra vita ad un livello che forse neppure sospettiamo. Ciò che possediamo spesso crea ansie e timori: l’ansia di vedere una riga sulla macchina nuova o il timore che ci rubino i nostri gioielli, per esempio. I beni materiali prosciugano i nostri conti in banca, la nostra energia e la nostra attenzione. Possedere troppi beni materiali ci allontana dai nostri affetti e dal vivere un’esistenza fondata sui nostri valori più profondi e autentici. Prova a investire il tuo tempo per liberarti di ciò di cui non hai veramente bisogno, non lo rimpiangerai.

2. I tuoi impegni – molti di noi hanno un’agenda fitta di impegni, ogni giorno è un intenso susseguirsi di appuntamenti e attività più o meno prefissati in cui riuscire a districarsi spesso si rivela un'impresa. Prova allora a ripensare all’elenco di impegni che affollano le tue giornate e prova ad eliminare tutto ciò che non sia strettamente necessario. Cerca di dedicarti quanto più possibile soltanto a ciò che ti esalta e ti appassiona e che è davvero in linea con i tuoi valori più profondi.

3. I tuoi obiettivi – sia sul piano personale che professionale, prova a non fissarti troppi obiettivi: riducili a uno o due, non di più. Questo ti consentirà di selezionare quegli obiettivi che davvero sono importanti e fondamentali per te e di concentrarti su di essi, senza ulteriori affanni o distrazioni. Raggiunto un obiettivo, celebra il risultato e passa all’obiettivo successivo.

4. I tuoi pensieri negativi – i pensieri negativi conducono esclusivamente a un turbinio di autocommiserazione, lamentele, sensi di colpa e frustrazioni che non sono in grado di sortire alcun effetto benefico, né su di noi né sul prossimo. Prova allora ad osservare gli eventi e le esperienze della tua vita da una prospettiva armoniosa e costruttiva piuttosto che farti coinvolgere nella spirale di negatività in cui i pensieri non positivi sono in grado di condurci. Ci sono sempre dei fiori, per chi vuole vederli (Henry Matisse)

5. I tuoi debiti – se sei schiavo dei tuoi debiti, adoperati per eliminarli. Inizia da oggi, fai tutto ciò che puoi per risparmiare e azzerare i tuoi debiti quanto prima. Sacrifica il lusso di oggi per godere della gioia della libertà di domani.

6. Le tue parole – il linguaggio è uno strumento meraviglioso per esprimere le nostre emozioni e per comunicare sensazioni e pensieri ad un livello intimo e profondo con il prossimo. Non sprecare le tue parole per fare gossip o sparlare di altre persone. Il linguaggio è una ricchezza preziosa da custodire e utilizzare con gentilezza.

7. Gli ingredienti artificiali – cerca di evitare tutti quegli alimenti che contengono ingredienti artificiali, ciò ti consentirà di incrementare i tuoi livelli di energia nel breve termine e di migliorare il tuo stato di salute generale nel lungo periodo. Prova anche a ridurre quanto più possibile i medicinali da banco di cui non hai davvero bisogno: consenti al tuo corpo di guarire naturalmente da solo piuttosto che dipendere da queste sostanze.

8. Il tuo tempo davanti allo schermo – goditi il tuo tempo con gli amici, la famiglia, divertiti all’aperto, dedicati agli sport e alle passeggiate. Prova a spegnere televisione, PC e videogiochi, il tempo trascorso davanti allo schermo puoi spesso impiegarlo in attività più stimolanti ed interessanti.

9. Le tue connessioni con il mondo – la tecnologia ci offre oggi innumerevoli opportunità per rimanere collegati con le altre persone; sfrutta questi vantaggi, ma è altrettanto importante per le tue relazioni spegnere il telefono, sconnetterti da facebook o riporre il blackbarry nel cassetto. Questo ti darà la possibilità di privilegiare le relazioni interpersonali dirette, in cui guardare il prossimo negli occhi e stabilire un contatto umano profondo e diretto.

10. Il tuo multi-tasking – cercare di svolgere contemporaneamente più attività determina inevitabilmente una drastica riduzione della produttività e l’innalzamento dei livelli di stress. Concentrati su un’attività per volta, con calma, focus e serenità. Dedicati con passione a ciò che fai, privilegia la qualità rispetto alla quantità. Inizia una nuova attività soltanto quando hai completato l’attività precedente.

Fabio

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giovedì 18 marzo 2010

 

Osho: Quella Terapia Chiamata Compassione

Tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore. Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d'amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d'ogni genere.

Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce nemmeno – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza.

Se non hai amato, non hai mai conosciuto la tua anima. Solo nell’amore arrivi a comprendere che sei più del corpo, più della mente.

Ecco perché sostengo che la compassione è terapeutica. Ma che cos’è la compassione? È la forma più pura d’amore. Il sesso è la forma più bassa dell’amore, la compassione la più alta. Nel sesso il contatto è soprattutto fisico, nella compassione è soprattutto spirituale. Nell’amore, sesso e compassione sono mescolati, fisico e spirituale sono mescolati. L’amore è a metà strada tra il sesso e la compassione.

Puoi anche chiamare la compassione preghiera, oppure meditazione. È in ogni caso la forma più alta dell’energia. La parola compassione è molto bella: comprende in sé passione — la passione dev’essere raffinata al punto da non essere più passione ma diventare compassione.

Nel sesso, usi l’altro, lo riduci a un mezzo, a un oggetto. Ecco perché nella relazione sessuale ti senti in colpa. Questo senso di colpa non ha nulla a che fare con gli insegnamenti religiosi; va molto più in profondità di questo. In una relazione puramente sessuale ti senti in colpa perché stai riducendo la persona a oggetto, a un qualcosa che puoi usare e poi gettare via.

Nell’amore c’è gratitudine, una riconoscenza profonda. Sai che l’altro non è una cosa, sai che possiede una sua grandezza, una personalità, un’anima, una sua individualità. Nell’amore dai totale libertà all’altro. Certo, dai e prendi; è una relazione di dare e ricevere, ma sempre con rispetto.

Nella compassione, dai solamente; nella tua mente non hai l'idea di ricevere qualcosa in cambio. Non che non ti arrivi nulla in cambio! Ricevi milioni di volte ciò che hai dato, ma solo come effetto collaterale, come conseguenza naturale. Non è una cosa che desideri e che insegui.

La compassione è la forma più alta dell’amore. Riceverai in cambio moltissimo – ti dico, milioni di volte quello che hai dato – ma non è quello il punto, non sei lì ad aspettare. Se non ricevi nulla, non ti lamenti. Se ricevi, ne rimani sorpreso! Se arriva qualcosa, è un fatto quasi incredibile. Se non ricevi nulla, non è un problema – non avevi dato il tuo cuore a qualcuno con l’idea di fare un baratto.
Elargisci ciò che hai perché ce l’hai, perché possiedi così tanto che se non ne dai un po’ ti sentirai oppresso, proprio come una nuvola carica d’acqua deve esprimersi nella pioggia. La prossima volta, quando una nuvola ha distribuito la sua pioggia e la terra l’ha assorbita, osserva in silenzio, e sentirai la nuvola che dice alla terra: “Grazie”. La terra l’ha aiutata a scaricarsi del suo fardello.

Quando un fiore sboccia, deve condividere la sua fragranza con i venti. È naturale! Non è una contrattazione, un affare; è naturale! Il fiore è colmo di fragranza, cosa può farne? Se tenesse per sé tutto il suo profumo si sentirebbe molto teso e angosciato.
L’angoscia più grande nella vita è quella di non riuscire a comunicare, a condividere. L’uomo più povero è colui che non ha nulla da condividere, o che, pur avendo qualcosa, ha perso la capacità, l’arte di condividerla – allora è veramente povero.

L’uomo di compassione è il più ricco di tutti: è in cima al mondo. Non ha né confini, né limiti. Dà, e poi va per la sua strada. Non aspetta neppure che tu gli dica grazie; condivide la sua energia con grandissimo amore. Questo è ciò che chiamo terapeutico.

Buddha diceva ai suoi discepoli: “Dopo ogni meditazione, sii compassionevole – immediatamente dopo – perché, quando mediti, l’amore cresce e il cuore è colmo. Dopo ogni meditazione, prova compassione per il mondo intero; in questo modo potrai condividere il tuo amore e irradiare quest’energia nell’atmosfera dove potrà essere usata da altri”.

Anch’io vorrei dirvi: dopo ogni meditazione, mentre celebri, prova compassione. Senti che la tua energia sta andando ad aiutare la gente, in qualunque modo ne abbia bisogno. Esprimila! Ti sentirai più leggero, rilassato, molto più calmo e tranquillo, e le vibrazioni che hai espresso saranno di aiuto a molti. Termina la tua meditazione sempre con la compassione.

La compassione è incondizionata. Non puoi avere compassione solo per chi è amichevole con te, o solo per chi è in relazione con te. La compassione, di per sé, è onnicomprensiva. Se non riesci a provare compassione per il tuo vicino, la tua meditazione non ha alcun senso, perché la compassione non ha nulla a che fare con una persona in particolare, ma piuttosto con il tuo stato interiore. Devi diventare tu stesso compassione! Una compassione incondizionata, non indirizzata a qualcuno in particolare. Allora potrai essere una forza di guarigione in questo mondo così tribolato.

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lunedì 15 marzo 2010

 

La Rivoluzione Interiore

"La vera rivoluzione per raggiungere la libertà è quella interiore, qualsiasi rivoluzione esterna è una mera restaurazione della solita società che a nulla serve" J. Krishnamurti

Perché siamo ambiziosi? Perché aspiriamo ad avere soldi, titolo, rispetto? Perché vogliamo essere gratificati?

La risposta è una soltanto: perché troppo spesso ciò che più conta, per ciascuno di noi, è il nostro io.

Il desiderio di successo, l’aspirazione di possedere, la volontà di comando hanno alla propria base esclusivamente l’interesse personale.

Qualcuno può forse negarlo?

Ciò che vediamo nelle relazioni ogni giorno lo confermano: si lotta per arricchirsi, si prova invidia per chi ha più di noi e ci si sente superiori rispetto a chi ha meno di noi.

Tutto ciò ci conduce alla felicità? Anche qui la risposta è soltanto una: no.

La felicità è la conseguenza diretta del fare ciò che amiamo fare. Punto. Non è la conseguenza di un titolo, di una posizione, di un’auto, di una casa.

É la conseguenza di dedicarsi a ciò che davvero amiamo, a ciò che ci consente di sentirci vivi, creativi, totalmente immersi nel momento.

La felicità la troviamo riversando il nostro amore su chi è vicino a noi, senza pretese, senza aspettative, anteponendo ai nostri interessi personali la gioia di dedicarci al prossimo.

Possiamo scegliere noi come comportarci, possiamo provare noi stessi a sperimentare ciò che ci rende felici davvero, ciò che ci può consentire una vita autentica e piena di significato, libera espressione della nostra personalità, non delle convenzioni o delle decisioni di altri.

Non possiamo cambiare gli altri, ma possiamo iniziare da noi.

Possiamo decidere di iniziare a seguire il nostro cuore e le nostre sincere aspirazioni, liberarci dalle paure e dai condizionamenti e dedicarci alle nostre autentiche passioni, scoprendo la bellezza del mondo che ci circonda e delle persone che incrontiamo sul nostro cammino.

Ogni giorno è l’occasione per realizzare la nostra personale rivoluzione interiore, per iniziare ad esprimerci per quello che siamo davvero, senza conformarci a modelli o a schemi prestabiliti.

Prova ad armarti di sorriso, coraggio e amore. La rivoluzione interiore inizia dal cuore.

Fabio

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giovedì 11 marzo 2010

 

Fai Volare il Tuo Blog!

Indipendentemente dal motivo per cui si scrive, ogni blogger ha in genere l’aspirazione a raggiungere il maggior numero possibile di lettori.

Ho girovagato un pò in rete per cercare di individuare i consigli che i blogger più famosi dispensano ai lettori che mirano a incrementare il traffico del proprio blog.

Ho provato quindi a stilare un elenco dei suggerimenti più diffusi e ritenuti più efficaci per raggiungere un vasto numero di visitatori.

Questi sono i 10 migliori consigli per realizzare un blog ad alto traffico di visitatori:

1. Crea un Contenuto di Valore.

E’ il consiglio numero uno, quello su cui tutti i migliori blogger concordano. Il tuo blog potrà essere stellare sotto ogni altro punto di vista, ma se il contenuto non è di valore certamente non andrai lontano.

Ciò che scrivi è meritevole di essere letto da migliaia di persone? Proponi contenuti dal valore aggiunto ed è il meglio che riesci a offire ai tuoi lettori?

Molti dei blogger di maggior successo raccontano che quando si siedono a scrivere un post, immaginano che davanti a loro ci sia una vastissima platea di persone, i lettori del loro blog. Immaginano di parlare direttamente a migliaia di persone. E danno il meglio di loro stessi per tirare fuori un contenuto che sia in grado di trasmettere qualità, valore, passione.

I migliori blogger raccontano che anche quando avevano solo poche decine di lettori, scrivevano come se i loro post fossero letti da centinaia di migliaia di persone.

Quando ti concentri sull’offrire un contenuto di valore e dare il meglio di te stesso, i tuoi lettori lo noteranno. I tuoi post verrano linkati, altri tuoi post verranno letti e nuovi visitatori arriveranno sul tuo blog.

I contenuti di valore sono universalmente apprezzati. Spesso richiedono un duro lavoro, ma sono in grado di incrementare significativamente il traffico verso il tuo blog.

Lezione numero uno, dunque: la qualità è fondamentale. Ogni volta che scrivi dai il massimo.

2. Crea un Contenuto Originale.

Cerca di essere innovativo, originale. Se vuoi attrarre visitatori sul tuo blog non ci riuscirai pubblicando contenuti che possono essere già reperiti altrove.

L’originalità ti consente di fidelizzare il tuo pubblico, di far sì che ogni tuo post sia permeato dal tuo stile e dalla tua personalità, di creare un rapporto di fiducia e vicinanza con chi ti segue.

Assolutamente sconsigliato copiare articoli spezzatino presi qua e là nel web: oltre che poco corretta nei confronti degli autori del contenuto originale, la strategia del copia e incolla nel lungo termine è decisamente deleteria in termini di volume di traffico.

3. Contenuto e Tempo.

E’ preferibile creare del contenuto valido sempre nel tempo oppure sarebbe meglio realizzare dei post legati agli eventi specifici che si verificano intorno a noi? Sul punto le star della blogosfera si dividono.

Da un lato c’è chi ritiene che la strategia ottimale sia quella di realizzare dei post in grado di offrire valore aggiunto sia ai lettori di oggi che ai visitatori che leggeranno quella stessa pagina tra dieci o venti anni. Ci si concentra dunque su temi e argomenti universalmente validi, senza tempo.

Dall’altro lato, invece, molti blog di successo hanno costruito la propria fortuna legando i post agli specifici eventi e accadimenti che si verificano nella realtà quotidiana.

Credo quindi che non ci sia una prospettiva giusta o sbagliata sotto questo profilo, entrambe le strategie possono rivelarsi fonte di successo per un blog.

4. Scrivi innanzitutto Per le Persone, Non Per i Computer

Essere un profondo conoscitore delle strategie ottimali per posizionarsi in cima ai risultati dei motori di ricerca può certamente rivelarsi utile. Ma non dovrebbe costituire il fulcro centrale della tua strategia di blogger.

Anche su questo punto, i blogger di maggior successo concordano: nel momento in cui scrivi i tuoi post devi agire con la consapevolezza che dall’altra parte del monitor ci sono delle persone umane, in carne e ossa, che leggeranno le tue frasi con il loro bagaglio di pensieri, emozioni e sentimenti.

Scrivere un post non significa semplicemente trasmettere delle parole da un computer a un altro. Scrivere un post può significare trasmettere emozioni, passioni, entrare in intima connessione con altri esseri umani pronti a recepire il contenuto di ciò che stai scrivendo.

Anche se quando ti siedi al computer a scrivere il tuo post sei da solo in camera, non dimenticare mai che il tuo messaggio sta per raggiungere preziosi e meravigliosi esseri umani, persone che stanno dedicando a te parte del proprio tempo e che soltanto per questo meritano di ricevere il tuo miglior contributo possibile.

I lettori del tuo blog non sono numeri tra le statistiche del tuo blog. Sono persone, prendine cura.

5. Scegli una Nicchia

Uno dei consigli più ricorrenti che vengono proposti dai blogger di successo è quello di individuare una nicchia, un settore o un argomento specifico intorno al quale impostare il proprio blog e scrivere i propri post.

Come individuare questa nicchia, quale argomento scegliere? Semplice: segui la tua passione. Pensa a ciò che ti emoziona, ciò che ti appassiona e ti esalta, pensa ai tuoi interessi e a ciò di cui hai esperienza. E inizia a scriverne.

Non scegliere una determinata nicchia soltanto perché pensi che ti potrà portare visitatori e denaro. Sembra che molti blogger cadano in questo errore per poi rendersi conto solo successivamente che la loro strategia si è rivelata fallimentare.

Prova allora a scegliere un argomento o un tema che ami davvero e inizia a scriverne. Pensa a come puoi rendere questo tema interessante e ricco di appeal per i lettori, non perdere mai di vista l’obiettivo di fornire valore ai tuoi visitatori. La differenza la fa ciò che sei in grado di dare.

6. Perché Vuoi che il Tuo Blog Abbia Tanti Visitatori?

Arriviamo al tema delle motivazioni. Cosa ti spinge a scrivere? Per quale motivo desideri attirare lettori verso il tuo blog?

Anche su questo punto i blogger più celebri in genere concordano: non andrai troppo lontano se la tua motivazione principale per gestire un blog è fare soldi.

Ancora una volta, il tuo blog avrà successo se alla base dei tuoi post c’è una vera, sincera e genuina passione. La passione di comunicare i tuoi sentimenti, di condividere i tuoi interessi e esprimerti in modo autentico e sincero.

Qual è la tua passione? Cosa ti piace comunicare ai tuoi lettori, cosa vuoi condividere con loro? Scopri ciò che ti motiva a scrivere.

Personalmente il mio obiettivo è quello di condividere con voi lettori le mie riflessioni e i miei pensieri sulla nostra vita di ogni giorno, cercando di fornire spunti e suggerimenti utili a ciascuno di voi nel proprio processo di crescita personale.

Non ho la presunzione di fornire soluzioni definitive, ma scrivere su questo tema è per me straordinariamente motivante e ancor di più lo è il pensiero di riuscire ad aiutare qualcuno di voi attraverso le mie parole.

7. Mostrati per Quello che Sei Veramente.

Questo è un punto sul quale personalmente devo lavorare. Mi spiego: un elemento comune che ho individuato tra i blogger più famosi è la stretta relazione tra i loro post e la loro vita privata al punto che è spesso impossibile individuare una rigida linea di demarcazione tra le due sfere.

Io, al contrario, scrivo i miei post su questo blog partendo da spunti che muovono dalla mia vita privata, ma ho la tendenza a riportare sul blog quasi esclusivamente il contenuto finale dell’elaborazione senza fornire troppi dettagli su di me e sulla mia vita, semplicemente perché penso che non siano troppo interessanti o rilevanti per chi legge.

I blogger di maggior successo, invece, non esitano a condividere con i propri lettori il percorso delle proprie esistenze, pubblicando post che raccontano delle proprie vicende personali, anche quando dolorose o profondamente intime.

Proprio in questo, probabilmente, risiede una delle ragioni del loro successo: attraverso la condivisione profonda e sincera delle proprie esperienze personali, riescono ad instaurare con i propri lettori un rapporto intimo e di fiducia, rendendo il blog una via di comunicazione estremamente autentica e genuina.

Tutto ciò contribuisce notevolmente a fidelizzare i propri lettori e, conseguentemente, ad accrescere la popolarità del blog.

Prova allora a mostrarti per ciò che sei, con i tuoi tratti personali unici e autentici, incluse le tue debolezze. Questo eliminerà ogni distanza dal tuo lettore. I benefici in termini di traffico diventeranno allora un positivo effetto collaterale.

8. Scrivi cio che Pensi Tu, Non Cercare di Compiacere il Lettore.

Il coraggio di esprimere le proprie opinioni in modo trasparente. Questo è un altro elemento fondamentale che contribuisce alla popolarità di un blog.

Quando scrivi i tuoi post, non cercare frasi ad effetto che hanno il solo scopo di compiacere il lettore o di rispettare ciò che viene comunemente pensato su un determinato tema.

Scrivi ciò che è vero per te: il blog è un’opportunità straordinaria per essere te stesso e più sarai in grado di esprimere le tue idee e la tua personalità, più il pubblico dei tuoi lettori ti apprezzerà, anche quando avrà opinioni diverse dalle tue.

Esprimi le tue idee, argomentale, difendile, esponiti alle critiche, non scrivere per compiacere chi ti legge.

9. Frequenza e Lunghezza dei Post

Su questo punto le opinioni differiscono.

Da un lato ci sono molti blog di successo che presentano aggiornamenti con una frequenza di due o tre post a settimana, mentre altri blog vengo aggiornati anche più volte nel corso della stessa giornata fino a raggiungere i 20 o più post a settimana.

Anche con riguardo alla lunghezza, non è ravvisabile una strategia comune tra i blog più popolari: alcuni presentano post lunghi ed estremamente elaborati, con l’obiettivo di esprimere compiutamente ciò che si pensa o di fornire un contenuto dettagliato del tema oggetto del post, mentre in altri blog i post sono molto più brevi e articolati in poche frasi incisive.

Non credo quindi che al riguardo vi sia una strategia migliore di un’altra: indipendentemente dalla lunghezza e dalla frequenza dei post, ciò che fa la differenza, ancora una volta, sono i contenuti.

10. Se Dimentichi Tutti i Consigli Precedenti...

...focalizzati semplicemente sull’aiutare il prossimo.

Dai il meglio di te per fornire un contenuto di valore ai tuoi visitatori, qualcosa che possa interessarli, emozionarli, appassionarli.

Esprimi te stesso con fiducia e apertura, apriti al prossimo e poniti l’obiettivo di aiutarlo, nel modo che più ti appassiona. Tutto il resto, traffico, visitatori e lettori, verrà da sé.

Fabio

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lunedì 8 marzo 2010

 

5 Piccoli Passi per Smetterla di Comportarti come uno Str...!

Ooops... scusate! Detesto le parolacce, non le dico (quasi...) mai e non mi piace sentirle. Chiedo perdono ;-)

Ma la brutta parolina che ho usato nell’oggetto è quella che in modo più efficace esprime il modo detestabile, arrogante e assolutamente egoista con cui a volte mi comporto nei confronti degli altri.

E non sono il solo. Capita ogni giorno di imbattersi in persone che si preoccupano esclusivamente dei propri interessi e che neppure per un istante cercano di osservare la realtà dalla prospettiva altrui.

Persone che in auto ti tagliano la strada, persone che non rispettano la fila, chi si comporta in modo maleducato e volgare e chi non mostra la minima considerazione nei confronti del prossimo.

Il punto è che molto spesso queste persone non intendono essere arroganti o prepotenti... semplicemente non stanno pensando al prossimo, probabilmente neppure ne sono consapevoli, ritenendo al contrario di essere nel giusto e di comportarsi nel modo corretto.

In genere credo di essere piuttosto attento al prossimo, generoso e altruista, ma in alcune circostanze mi comporto in modo sconsiderato, arrogante ed egoista. E credo che questo valga, almeno un pò, per ciascuno di noi. Ritengo che ognuno di noi possa agevolmente ricordare un episodio recente in cui si è comportato in modo scortese verso il prossimo.

Perché allora non provare ad essere più gentili e meno sconsiderati verso il prossimo? Ci sono ottime ragioni per farlo. Innanzitutto, credo che ci faccia sentire meglio – in fondo è piacevole essere cortesi verso il prossimo, fare cose carine per gli altri, rendere felice chi è intorno a noi.

In secondo luogo, un atteggiamento gentile rende le nostre vite migliori sotto diversi punti di vista – le persone ti trattano con più rispetto e gentilezza, sei apprezzato di più e gli altri hanno più piacere a stare con te.

In terzo luogo, un comportamento altruista rende migliore la nostra società – quando ognuno di noi tratta il prossimo con considerazione e rispetto, viviamo tutti esistenze migliori, lavoriamo meglio, collaboriamo in modo efficace. Sicuro, ci saranno ancora str... in giro (ooops..... l’ ho detto di nuovo, prometto che è l’ultima volta!), ma se li mettiamo in minoranza vivremo in un mondo ancora più meraviglioso.

Ecco allora alcuni piccoli passi per riuscirci:

1. Riconosci di non essere perfetto. Ammetto di essere ben lontano dalla perfezione. A volte sono egoista e irrispettoso, a volte mi comporto proprio come la brutta parolina del titolo. E spesso me ne rendo conto solo in un secondo momento. Inizia con il riconoscere le situazioni in cui ti sei comportato in modo arrogante, offensivo o irrispettoso del prossimo. Pensa a come avresti potuto comportarti diversamente, a come avresti potuto agire in modo altruista e gentile. Questo è il primo passo ed è il più importante.

2. Mettiti nei panni degli altri. La realtà può essere vista attraverso diverse prospettive, la tua è solo una di queste. Prova a considerare i sentimenti, i bisogni e i desideri del prossimo, prova a osservare la realtà dal punto di vista degli altri. Prova a pensare alle vicende che hanno vissuto, cerca di capire le loro paure e a come ti comporteresti se fossi al loro posto. Cerca di avere una visione quanto più ampia della realtà che ti circonda.

3. Agisci con gentilezza e rispetto. Se qualcuno vicino a te sta soffrendo, per qualsivoglia ragione, prova ad alleviare il suo dolore, anche con un piccolo gesto. Prova a trattare gli altri con gentilezza, rispetto, amore. Puoi farlo in mille piccoli modi – un sorriso, una parola dolce, un semplice grazie, un abbraccio. Tieni aperta la porta a chi viene dopo di te, offri il tuo aiuto a chi è in difficoltà, cedi il tuo posto a chi ne ha più bisogno. Piccoli semplici gesti sono in grado di fare un’enorme differenza.

4. Non fermarti. E' un luogo comune ma le vecchie abitudini sono dure a morire, specialmente quelle a cui pensiamo solamente di rado. Prova a mantenere la consapevolezza che ogni incontro con il prossimo può rappresentare una straordinaria occasione per agire in modo generoso e altruista. Ogni volta che parli con qualcuno, ogni volta che scrivi una email o incroci un conoscente per strada... ecco, ognuna di queste situazioni rappresenta una preziosa opportunità per agire in maniera gentile. Non fermarti, fai della gentilezza e della generosità le tue buone abitudini.

5. Fai 5 piccole cose. Per fare pratica, prova a porti l’obiettivo di compiere ogni giorno 5 piccoli gesti gentili e altruisti. Non importa di cosa si tratti, prova a dare sfogo alla tua fantasia – puoi cucinare qualcosa per la tua famiglia, mandare un messaggio gentile, ascoltare i problemi di chi ti è vicino... non ci sono limiti. Fallo ogni giorno, e la brutta parolina del titolo diventerà solamente un ricordo.

Fabio

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giovedì 4 marzo 2010

 

Nessuno è Invisibile


“Per lui nessuno è invisibile”.

E’ una frase del film Invictus, dove “lui” è Nelson Mandela.

Per Nelson Mandela nessuno è invisibile.

Cosa significa?

Significa che ogni persona che incontriamo sulla nostra strada è un tesoro prezioso che non possiamo ignorare.

Significa che indipendentemente dal ruolo che occupiamo nella società, non saremo mai in una posizione troppo elevata per poterci permettere l’arroganza di ignorare il prossimo.

Significa che regalare un sorriso a uno sconosciuto è un gesto tanto semplice quanto prezioso sia per chi lo dona che per chi lo riceve.

Significa che rivolgere una parola gentile al prossimo vuol dire esprimere sincera attenzione, cura e interesse per chi è intorno a noi.

Significa che superare i nosti interessi individuali ed egoistici per metterci nella prospettiva altrui e preoccuparci del prossimo è il solo atteggiamento capace di rendere migliore il mondo in cui ci troviamo.

Significa che per quante responsabilità possiamo avere, il rispetto per l’individualità di ogni persona viene prima di tutto.

Significa che per quanto frenetica possa essere la nostra esistenza, dedicare anche pochi minuti a chi è intorno a noi è il modo migliore per utilizzare il nostro tempo.

Ogni giorno, prova a non ignorare chi ti è vicino.

Ogni giorno, prova a sorridere a chi incontri sulla tua strada.

Ogni giorno, prova a metterti nella prospettiva di coloro che incontri.

Ogni giorno, prova a interessarti delle persone che incroci sul tuo cammino.

Ogni giorno, quando vai di fretta, prova a rallentare e a guardare davvero coloro che sono intorno a te.

Troverai una ricchezza infinita e un’occasione per diventare ogni giorno una persona migliore.

Fabio

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lunedì 1 marzo 2010

 

Osho: il Possesso Uccide l'Amore

Non essere possessivo, perché quando sei possessivo, stai solo mostrando di essere un mendicante.

Quando cerchi di possedere, mostri solo che non possiedi nulla; altrimenti non dovresti fare uno sforzo. Se sei già il padrone, perché sforzarti?

Per esempio, se ami una persona e cerchi di possederla, non la ami. Non sei neanche certo che la persona ami te. Ecco perché crei tutte quelle misure di sicurezza, la circondi di trucchi e furbizie di ogni genere, proprio perché così non potrà lasciarti. Ma così uccidi l'amore. L'amore è libertà, l'amore dà libertà, l'amore vive nella libertà. L'amore è, nel suo nucleo più essenziale, libertà.

Se ami veramente, non occorre possedere; possiedi già con tanta profondità, a che servirebbe? Non pretendi nulla, qualsiasi pretesa apparirebbe superficiale. Quando possiedi veramente, diventi non possessivo. Ma è qualcosa che devi imparare, tienilo presente. Non cercare di possedere nulla. Al massimo usa e sii grato che ti è stato permesso di usare, ma non possedere.

Il possesso è una forma di avarizia, e un avaro non può fiorire. Un avaro è sempre in uno stato di costipazione spirituale, è malato. Devi aprirti, condividere. Condividi ciò che hai e crescerà; condividi di più e crescerà. Continua a dare, e riceverai ancora. La sorgente è eterna, non essere avaro. Di qualsiasi cosa si tratti - amore, saggezza… qualsiasi cosa, condividi. Non possessività vuol dire condividere.

Dovunque tu sia, devi solo comprendere la possessività e lasciarla andare. Non c'è nulla di sbagliato nella moglie - solo non dire mia moglie. Lascia cadere il 'mio'. Non c'è nulla di sbagliato nei bambini - sono bellissimi, figli del divino. Ti è stata data l'opportunità di servirli e di amarli: usala, ma senza dire “miei.” Sono arrivati attraverso di te ma non appartengono a te. Appartengono al futuro, appartengono al tutto. Tu sei stato un passaggio, un veicolo, ma non sei il proprietario.

Resta dove sei, resta dove sei stato posto dall'esistenza e vivi in modo non possessivo, e di colpo inizierai a fiorire. Le energie fluiranno, non sarai bloccato, diventerai un flusso. E fluire è bellissimo; vivere bloccati e congelati vuol dire essere brutti e morti.

Arriva alla purezza del centro. Quella è la meta.

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