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Vivi Zen: 01/01/2013 - 02/01/2013

giovedì 24 gennaio 2013

 

I Pensieri Negativi che Devi Lasciare nel Passato -

"Non dobbiamo dimenticare che anche i pensieri positivi sono cibo per la mente, mentre i pensieri di qualsiasi altra natura sono velenosi per il corpo e la mente. Hai mai analizzato la tua dieta mentale?
Consiste dei pensieri che nutri, nonché dei pensieri che ricevi attraverso il ravvicinato contatto mentale con i tuoi amici."Paramhansa Yogananda

Cambiare rotta, dare avvio a un nuovo inizio, lasciarsi alle spalle il passato e guardare con rinnovata fiducia al futuro.

Tutte scelte che molti di noi decidono di adottare a un certo punto della propria vita.

Per riuscirci, e' evidente, una condizione fondamentale e' innanzitutto la volonta' e la capacita' di liberarsi dei vecchi schemi e di quei modi di pensare che si sono rivelati controproducenti.

Tu sei pronto a disfarti dei tuoi pensieri negativi?

Eccone alcuni:

"Capitano tutte a me, sono proprio sfortunato."

Il vittimismo non potra' mai alimentare la felicita'. Vittimismo e felicita' sono agli antipodi. Lamentarti e autocommiserarti per il presunto triste destino che ti sta riservando la vita e' il modo migliore per tenere la felicita' a distanza.

Prova invece a pensare a cosa puoi fare per migliorare la tua situazione, in ogni circostanza c'e' sempre qualcosa che puoi fare. A partire dal mutare il tuo atteggiamento, il tuo approccio e la tua mentalita': inizia a pensare positivo.

"Gli altri sono migliori di me."

Ancora? Non abbiamo appena detto che il vittimismo non ti portera' da nessuna parte?

Non alimentare le tue insicurezze, o finiranno per consumarti.

Tu SEI una persona straordinaria, unica e meravigliosa. Tu hai le tue qualita', le tue capacita' e le tue forze, che sono diverse da quelle di ciascun altro.

Ciascuno di noi e' meravigliosamente unico, con i propri straordinari pregi e i propri bellissimi difetti.

Allora smettila di paragonarti agli altri, non serve a nulla. Guarda solo a te stesso e non smettere di cercare di migliorarti.

“Le cose stanno così e non posso fare niente per cambiarle."

Se oggi e' una giornata di tempesta, non significa che domani non potra' splendere il sole.

Buttarti giu' e farti prendere dallo sconforto non ti condurra' lontano.

Tu PUOI SEMPRE fare qualcosa per cambiare le cose. Non arrenderti allo status quo, se non ti rende felice. Non cedere alla rassegnazione.

Prendi in mano il tuo destino e datti da fare per migliorare cio' che non va, non prendertela con la cattiva sorte ed ergiti a protagonista della tua vita.

Se vuoi cambiare il corso della tua esistenza devi essere disposto a riconoscere che TU sei l'artefice delle tue sorti e assumerti la responsabilita' delle tue scelte.

“Sarei felice, se solo...”

La via piu' impervia nel lungo viaggio verso la felicita' e' pensare che sarai finalmente felice solo quando raggiungerai un certo traguardo.

'Saro' felice quando avro' un lavoro"..."quando trovero' l'amore"..."quando avro' una bella casa"... ragionare in questo modo significa legare la nostra felicita' alla realizzazione di un obiettivo. Significa negare di poter essere felici in questo momento, posticipando il raggiungimento della felicita' in un futuro indefinito. 

Ma inevitabilmente, una volta conseguito l'obiettivo prefissato, nuovamente leghiamo la possibilita' di essere felici al raggiungimento di un altro traguardo.

La verita' e' che la felicita' e' proprio qui, proprio ora. La felicita' e' sempre vicino a te, devi soltanto essere disposto ad accoglierla e ad abbracciarla.

“E' troppo tardi.”

Credere che sia troppo tardi e' la fine del viaggio della vita; credere in te stesso e' un meraviglioso viaggio senza fine.

Credi nelle tue capacita' fino alla fine. Usa il tuo ingegno e la tua fantasia. Non aver paura di fallire.

Ergiti a protagonista del film della tua vita dall'inizio alla fine, senza nasconderti, senza tirarti indietro. Osa e persevera. Cadi e rialzati.

Non e' mai troppo tardi per inseguire i tuoi sogni, l'emozione della vita non ha eta', la gioia di vivere le tue passioni non conosce limiti ne' confini.

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mercoledì 16 gennaio 2013

 

Agisci Ora (o perché non facciamo ciò che sappiamo di dover fare...)


Sai benissimo che dovresti fare esercizio fisico, mangiare molta frutta e verdura e meno cibi grassi, fritti e dolci.

Ma sapere qualcosa e metterla effettivamente in pratica sono due cose profondamente distinte.

Sai benissimo che dovresti smettere di rimandare certe attività che sai di dover compiere. Sai benissimo che dovresti guardare meno TV e perdere meno tempo su internet. Sai benissimo che dovresti dedicarti a quella tua passione, o imparare quella lingua che da sempre avresti voluto apprendere, o imparare a suonare la chitarra, o scrivere finalmente un libro.

Il problema non è sapere. Il problema è mettere in pratica ciò che sappiamo.

Perché mettere in pratica è così difficile? Come possiamo trasformare in azione ciò che sappiamo in teoria? Cosa ci frena, e come fare per superarlo?

La risposta è semplice, ma allo stesso tempo complessa. Diamo un’occhiata.

Fare vs. Non Fare

Ciò che ci frena non è il non sapere cosa dobbiamo fare. Da questo punto di vista le cose sono piuttosto semplici:
Semplice, no? Ma invece di fare tutto questo, che è ciò che sappiamo di dover fare per raggiungere i nostri obiettivi, facciamo altro. Ecco cosa facciamo:
Parlare, rimandare, lamentarsi, sentirsi in colpa: tutto ciò non significa FARE. Tutto ciò è NON FARE.

FARE è FARE.

Ma allora cos’è che ci frena dal fare ciò che sappiamo di dover fare? Vediamo un attimo.

Quella Piccola Cosa che Ci Frena

C’è qualcosa che ci frena dal fare ciò che sappiamo di dover fare. E’ qualcosa di nascosto, è un mistero. E’ qualcosa che tutti noi abbiamo, ma che molto spesso fatichiamo a riconoscere e che quasi mai sappiamo gestire.

E’ la paura.

Perché non scrivi il primo capitolo del tuo libro o non provi a suonare il pianoforte, invece di andare su Facebook, Twitter o sul tuo account email? Perché hai paura di fallire. Hai paura di non essere abbastanza bravo. Hai paura perché non sai da dove iniziare.

Perché mangi cibi fritti anziché verdure? Perché hai paura del cambiamento. Hai paura di ciò che potrebbe metterti a disagio. Hai paura di sembrare un idiota a cena con amici quando loro mangiano cibi grassi e tu sei lì con la tua insalata.

Perché non parli con la tua compagna del momento difficile che state vivendo come coppia? Perché hai paura di essere respinto, di sembrare sciocco o vedere ferito il tuo orgoglio.

Perché non ti allontani da chi ti tratta con scarso rispetto? Perché hai paura di rimanere solo, di non essere amato o di essere giudicato male per aver fallito un’altra relazione.

Abbiamo paura, per questo ci dedichiamo ad altro invece di focalizzarci su ciò che sappiamo di dover fare.

Abbiamo paura di fallire come scrittori, insegnanti, studenti, atleti, manager, partner, madri... e allora creiamo ogni sorta di strategie più o meno inconsce per evitare quel fallimento. Finiamo per sabotare noi stessi nel tentativo di aiutarci a non fare qualcosa che temiamo possa ferirci.

E siamo bravissimi a trovare ogni sorta di escamotage per sfuggire il fallimento. Finendo per mancare completamente i nostri obiettivi, non facendo ciò che sappiamo di dover fare.

Cosa fare allora? Una sola cosa: sconfiggere la paura.

Agisci Ora: il Piano d’Azione

L’unico modo per sconfiggere la paura è FARE. La sola via per imparare a FARE è... FARE.

Ecco il piano. Non limitarti a leggerlo, mettilo in pratica!
  1. Impara facendo. Non imparare leggendo. Certamente, un pò di lettura sull’argomento non può farti che bene, ma poi metti in pratica ciò che hai letto. Non imparare parlando. Parliamo già troppo. Inizia a fare.
  2. Metti per iscritto le tue paure. Se non riesci a fare è perché hai paura. Prova a individuare quali sono le tue paure, cosa ti sta frenando dal fare. Mettile per iscritto. Anche questo significa fare.
  3. Ora scaccia via le tue paure. Sconfiggeremo le paure attraverso il fare. Hai paura di scrivere? Fallo, scrivi per soli 2 minuti. E’ un periodo di tempo così breve, così poco impegnativo, non fa paura. Hai paura di non essere in grado di imparare una nuova lingua? Ascolta musica spagnola per 2 minuti, guarda 2 minuti di film in spagnolo, ascolta 2 minuti un podcast in spagnolo. Non fa paura, è un piccolo passo, è un semplice passo. Compiendo le cose a piccoli passi, riusciamo a polverizzare le nostre paure, scopriamo che non sono reali e che non possono fermarci.
  4. Vedi il fallimento come uno strumento di apprendimento. Abbiamo una paura feroce del cambiamento perché lo vediamo come l’affermazione delle nostre incapacità. Ma non è così. Il fallimento è semplicemente un’indicazione su dove possiamo imparare e migliorare. Il fallimento è uno strumento, un’opportunità lungo il tuo processo di apprendimento.
  5. Aggiusta il tiro, e fai un pochino di più. Il procssso consiste nell’agire, fallire, imparare, riprovare correggendo il tiro. Sbagliare e riprovare traendo insegnamento dall’esperienza. Questo è l’unico segreto: agire e aggiustare il tiro man mano che procedi.
La paura non è il fattore determinante delle nostre esistenze. La paura non ci dice quale direzione prenderanno le nostre vite. E’ soltanto la nostra voce infantile che risuona nella nostra mente cercando di convincerci a non uscire dalla nostra zona di comfort. 

Ma attraverso l’azione possiamo comprendere che uscire dalla nostra zona di comfort non è affatto spiacevole: è la sensazione di esplorare nuovi territori, scalare nuove montagne, raggiungere picchi più elevati.Tutti possiamo sconfiggere la paura. Iniziamo ora.

N.B.: Questo post è un riadattamento dell’originale “The Do Plan” dal sito zenhabits.net.

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giovedì 10 gennaio 2013

 

L’Altro Non è Mai il Problema


Ogni giorno, in innumerevoli modi, riteniamo gli altri responsabili delle nostre frustrazioni. 

Gli altri ci irritano, non fanno le cose a dovere, sono incompetenti, maleducati, sconsiderati, pessimi guidatori, insolenti, noiosi, menefreghisti.

Ma di sicuro, se continueremo a pensarla in questo modo, non potremo mai liberarci dalla nostra frustrazione.

Se continueremo a pensarla in questo modo, saremo sempre arrabbiati, offesi, feriti, delusi. Fin quando continueremo a pensare che sono sempre gli altri ad essere sbagliati, non ci sarà fine alle offese che gli altri potranno causarci.

Gli altri non sono il problema.

L’altro non è mai il problema.


Il problema è la nostra reazione. 



Gli eventi esterni (ad esempio qualcuno che si comporta in modo maleducato verso di noi) accadranno sempre, ogni giorno, spesso più volte al giorno, indipendentemente da noi e dalla nostra volontà. 

Non possiamo impedire agli altri di essere maleducati, ma possiamo cambiare il modo in cui reagiamo a eventi di questo tipo.

Se siamo in grado di reagire in modo più calmo e rilassato, riusciremo anche ad essere più sereni e felici. Agiremo in modo più compassionevole, sorrideremo, e forse l’altra persona sarà trasformata anche soltanto un pò da questo nostro piccolo atto di gentilezza.

Ecco di seguito una breve guida su come reagire in modo calmo e pacato: 


  1. Quando noti che ti senti offeso, frustrato, arrabbiato, irritato, deluso... fermati, prendi una pausa. Fai un respiro.
  2. Non agire. Agire quando si è in preda alla rabbia non porta a nulla di buono.
  3. Prendi in esame l’idea che tu hai in merito a come gli altri dovrebbero comportarsi. Tu sei ancorato a questa idea, ma essa è in conflitto con la realtà. Fino a quando rimarrai avvinghiato a idee che non sono in linea con la realtà, sarai sempre frustrato. Puoi certamente provare a cambiare la realtà affinché questa si adegui alle tue aspettative – fammi sapere quando ci riuscirai.
  4. Cosa devi fare allora? Semplice: gettare in mare le tue aspettative.
  5. Sorridi. Accetta la persona che hai di fronte a te, apprezzala e ammirala come una meravigliosa espressione del genere umano.
  6. Agisci con compassione. Quando rinunci a colpevolizzare l’altro per il fatto di non agire in modo perfetto, allora significa che stai gettando le basi per rispondere in modo appropriato, sereno e compassionevole. Accettare la realtà non significa che non reagirai – significa che reagirai senza frustrazione. Significa che sarai pronto a donare la tua gentilezza e la tua compassione al prossimo, ricevendone in cambio profonda calma e deliziosa serenità.


N.B.: Questo post è un riadattamento dell’originale “The other person is never the problem” dal sito zenhabits.net.

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