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Vivi Zen: A Mani Vuote...

mercoledì 14 maggio 2014

 

A Mani Vuote...

Prova a lasciar cadere l'intera idea di possessività. Usa tutto ciò che è disponibile nel momento, ma non essere possessivo. Non provare a rivendicarlo come tuo. Nulla è tuo, tutto appartiene all'esistenza.

Veniamo al mondo con le mani vuote e ce ne andremo a mani vuote, pertanto che senso ha, nel frattempo, continuare a voler possedere tutte queste cose?

Ma questo è ciò che conosciamo, ciò che il mondo ci dice: possiedi, domina, ottieni sempre di più rispetto agli altri. Può trattarsi di denaro o di virtù, non importa; sfrutta e non essere sfruttato: questo è il messaggio sottile che ti viene dato sin da bambino. E in ogni scuola, in ogni gruppo, in ogni organizzazione è radicata l'idea della competizione.

Una vera educazione non ti insegnerà a competere, bensì a cooperare. Non ti insegnerà a lottare e ad arrivare primo; ti insegnerà a essere creativo, amorevole, estatico, senza mai paragonarti agli altri. Una vera educazione non ti insegnerà che puoi essere felice solo se sei il primo.

Una vera educazione non ti insegnerà a primeggiare. Ti dirà di godere di qualsiasi cosa tu stia facendo, non in funzione del risultato, ma in quanto azione fine a se stessa.

Puoi dipingere in due modi. Puoi dipingere per competere con gli altri pittori, vuoi essere il pittore più famoso del mondo, vuoi essere un Picasso o un Van Gogh. In questo caso, i tuoi quadri saranno scadenti, perché la tua mente non è interessata alla pittura in sé, ma le interessa essere al primo posto.

Non stai approfondendo l'arte della pittura, non la stai godendo, stai vivendo un trip dell'ego, e il problema è proprio che devi lasciar cadere completamente l'ego, se vuoi essere un vero pittore: la vera arte fluisce e si esprime quando non pensi al risultato, quando non pensi a voler essere più bravo di tutti gli altri pittori.

"Non pensare affatto ai risultati" è un messaggio di incredibile bellezza, di estremo significato e di verità profonda. Fai semplicemente ciò che stai facendo con totalità. Perditi in ciò che fai, disperdi colui che fa nel fare. Non "essere", lascia che le tue energie creative fluiscano libere da qualsiasi ostacolo.

Sii semplicemente in uno stato di abbandono. Di' all'esistenza: "Usami in qualsiasi modo mi vuoi usare. Sono disponibile, incondizionatamente disponibile". In questo caso, qualsiasi cosa accada attraverso di te porterà con sé un'incredibile autenticità, sarà qualcosa di eterno e di profondo.

Gesù dice: "Ricordate: coloro che sono i primi in questo mondo saranno gli ultimi nel regno di Dio, e coloro che sono gli ultimi saranno i primi". Vi ha dato la legge fondamentale, la legge eterna: smetti di cercare di essere il primo.

Ma ricorda una cosa, è qualcosa di estremamente difficile smettere di cercare di essere il primo, perché la mente è così astuta da iniziare un'altra competizione: "Devo essere l'ultimo a ogni costo", ed ecco la lotta, il conflitto; la battaglia ricomincia.

La mente può continuare a ingannarti con giochi simili, se non sei più che attento, se non sei intelligente.

Non cercare mai di essere felice a spese di qualcun altro; è orribile, è disumano, è violenza nel vero senso della parola. Se pensi di diventare un santo condannando gli altri come peccatori, la tua santità non è altro che un nuovo gioco dell'ego.

Dobbiamo definire la santità in modo totalmente diverso: non vivere a spese del piacere altrui, aiuta gli altri a essere felice, quella è santità. Crea un ambiente in cui tutti possano avere un po' di gioia.

- Osho
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