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Vivi Zen: La Vera Gioia

lunedì 17 novembre 2014

 

La Vera Gioia

Vivi nella gioia, in amore, anche tra coloro che odiano.
Vivi nella gioia, in salute, anche tra coloro che sono malati.
Vivi nella gioia, in pace, anche tra coloro che sono ansiosi.
Vivi nella gioia, senza possedere nulla, simile agli esseri risplendenti.
Colui che vince semina odio, perché il vinto soffre.
Abbandona ogni pensiero di vittoria e di sconfitta e trova la gioia.

Medita su questi sutra di Gautama il Buddha. E' una delle persone più gioiose che siano mai vissute. Questi sutra ti daranno una profonda intuizione del cuore di questo risvegliato.

Vivi nella gioia, in amore, anche tra coloro che odiano.

La gioia è la parola chiave di questi versi. La gioia non è felicità, perché la felicità è sempre mescolata con l'infelicità: così come il giorno segue la notte, la felicità è seguita dall'infelicità.

Ma allora cos'è la gioia? La gioia è uno stato di trascendenza: non si è né felici né infelici, si è assolutamente in pace, quieti, in assoluto equilibrio. Così silenziosi e vivi che il proprio silenzio è un canto. 

La gioia è per sempre, la felicità è momentanea; la felicità è causata da eventi esterni, ragion per cui può essere sottratta dall'esterno: si deve dipendere dagli altri. E qualsiasi dipendenza è brutta, è un vincolo, una schiavitù. La gioia invece sorge dall'interno, non ha nulla a che fare con l'esterno. Non è prodotta dagli altri, è un fluire spontaneo della propria energia.

Questa è la gioia: la danza del fiume che scorre verso l'oceano per incontrare l'amante supremo. Quando la tua vita è una pozza stagnante stai semplicemente morendo; non vai da nessuna parte: nessun oceano, nessuna speranza. Ma quando stai fluendo, l'oceano si avvicina a ogni istante, e più il fiume si avvicina, più la sua danza aumenta, maggiore è l'estasi che esplode.

Vivi nella gioia... vivi nella tua natura più intima, con un'assoluta accettazione di qualsiasi cosa tu sia. Non cercare di manipolare te stesso in base alle idee altrui. Sii semplicemente te stesso, la tua natura autentica, e inevitabilmente sorgerà la gioia, affiorando dentro di te.

Se un albero viene accudito, annaffiato, potato, è naturale che un giorno fiorisca. La stessa cosa vale per l'uomo: prenditi cura di te stesso, trova il terreno giusto per il tuo essere, trova la giusta atmosfera, l'ambiente adatto e vai sempre più in profondità dentro di te.

Non esplorare il mondo, esplora la tua natura. Poiché, esplorando il mondo potresti possedere molte cose, ma non sarai mai un padrone; viceversa, esplorando te stesso, potresti non possedere granché, ma sarai un padrone, un Maestro. Ed è meglio essere Maestri di se stessi piuttosto che padroni del mondo intero.

Vivi nella gioia, in amore... chi vive nella gioia vive naturalmente in amore. L'amore è la fragranza del fiore della gioia. All'interno vi è gioia, non la puoi contenere; è qualcosa di immenso, di incontenibilie. Se cerchi di essere avaro rispetto a quell'immensità, soffrirai. La gioia può essere qualcosa di così sconfinato che, se non la condividi, può diventare sofferenza, può diventare dolore.

La gioia deve essere condivisa; condividendola scopri che nuove sorgenti si schiudono dentro di te, nuovi flussi, nuove correnti: quella condivisione della tua gioia è amore.

Ecco perché si deve ricordare una cosa: se non hai conseguito la gioia, non puoi amare. Se non hai alcuna gioia, non puoi essere in amore: non hai nulla da dare, tu stesso sei un mendicante.

Colui che invece ha conseguito la gioia diventa una fonte di incredibile trasformazione per un'infinità di persone. La sua fiamma è stata accesa, adesso può aiutare gli altri. L'amore è possibile soltanto quando la tua fiamma è accesa, altrimenti sei un continente oscuro che fa finta di dare luce agli altri. L'amore è luce, l'odio è oscurità.

Vivi nella gioia, in amore, anche tra coloro che odiano.

A questo punto, ciò che ti fanno gli altri non conta. Adesso puoi amare anche coloro che ti odiano; puoi vivere in amore e nella gioia anche in mezzo ai nemici.

Non si tratta di amare coloro che ti amano; questo è normale. Il vero amore sta nell'amare coloro che ti odiano.

Ora come ora persino amare coloro che ti amano è impossibile, perché non conosci la gioia; ma quando conosci la gioia, si compie il miracolo, la magia. Allora acquisti la capacità di amare coloro che ti odiano. In realtà non si tratta più di amare o non amare qualcuno, perché sei diventato amore.

Se qualcuno è ricolmo di luce, ti può dare soltanto luce; non importa che tu sia un amico o un nemico.

Vivi nella gioia, in salute, anche tra coloro che sono malati.

E' un sutra importantissimo da ricordare. Molti dicono: "Visto che nel mondo esiste così tanta sofferenza, come si può essere gioiosi?". A volte alcune persone vengono da me e mi dicono: "La gente muore di fame ed è povera, come puoi insegnare alle persone a danzare, a cantare e a essere gioiose? Esiste un'infinità di gente afflitta, malata... e tu insegni alle persone a meditare? Questo è egoismo!".

Ma questo è proprio ciò che sta dicendo il Buddha: Vivi nella gioia, in salute, anche tra coloro che sono malati.

Non puoi cambiare il mondo intero. Hai un lasso di vita estremamente limitato, ben presto si esaurirà; non puoi affatto imporre a te stesso la condizione: "Gioirò soltanto quando intero sarà cambiato e tutti saranno felici". Non accadrà mai e non è neppure nelle tue capacità riuscirci. Se l'unico modo per te di essere felice è la felicità di tutti gli altri, allora non sarai mai felice.

Il Buddha sta constatando un fatto puro e semplice, un'evidenza. Non sta dicendo di non aiutare le persone; al contrario, dice: "Con l'essere malato tu stesso, non puoi aiutare gli altri."

Con l'essere povero tu stesso, non puoi aiutare i poveri, anche se i poveri ti adoreranno perché ti riconosceranno come un santo eccezionale. La gente ha adorato il Mahatma Gandhi per la semplice ragione che cercò di vivere come un povero. Ma il semplice fatto di vivere come un povero non ti consentirà mai di aiutare i poveri: se anche il medico si ammala, solo perché vuole aiutare i suoi pazienti, lo definiresti un santo? Diresti semplicemente che é uno stupido, perché se i suoi pazienti sono malati hanno bisogno di tutta la sua salute: soltanto così può essere di aiuto a queste persone.

E' una logica strana che purtroppo ha prevalso nei secoli: se vuoi aiutare i poveri, devi essere povero, vivere una vita da povero. Ovviamente i poveri ti rispetteranno moltissimo e ti onoreranno, ma tutto questo non li aiuterà, appagherà semplicemente il tuo ego. E qualsiasi appagamento dell'ego ti crea infelicità, non gioia.

Vivi nella gioia, in salute, anche tra coloro che sono malati.
Vivi nella gioia, in salute, anche tra coloro che sono ansiosi.

Questo è il solo modo per essere di aiuto, il solo modo per servire gli altri: prima di tutto sii egoista, come prima cosa trasforma te stesso. Se la tua vita è immersa nella pace, nella quiete, nella gioia, nella buona salute, può essere un'incredibile fonte di nutrimento per le persone che bramano la pace spirituale.

In realtà la gente non patisce la mancanza di cose materiali. La ricchezza di beni materiali è qualcosa di molto semplice: è sufficiente un pò più di tecnologia e un pò più di scienza, e la gente potrà arricchirsi. Il problema reale è come essere ricchi interiormente.

Vivi nella gioia, senza possedere nulla, simile agli esseri risplendenti.

Goditi il mondo, goditi il sole, la luna, le stelle, i fiori, il cielo e la Terra. Usa, ma non possedere - perché colui che possiede non può usare. Colui che possiede in realtà viene posseduto dai suoi stessi possessi. Non è capace di dare nulla a nessuno. Ecco ciò che accade a coloro che diventano possessivi: non usano le cose, sono usati dalle cose. Non sono padroni, sono servi dei propri oggetti.

Vivi nella gioia, senza possedere nulla, simile agli esseri risplendenti.

Vivi come i buddha, che non possiedono nulla ma possono usare qualsiasi cosa. Il mondo dev'essere usato, non posseduto. Veniamo al mondo a mani vuote e ce ne andiamo a mani vuote, ragion per cui non ha alcun senso possedere qualcosa: essere possessivi è disgustoso.

Laddove è bene usare qualsiasi cosa... mentre sei in vita, usa il mondo; godi tutto ciò che il mondo rende disponibile, e poi vai senza guardarti alle spalle, senza aggrapparti alle cose.

La persona intelligente usa la vita e ne fa un uso meraviglioso, estetico, la usa con sensibilità. In questo caso il mondo ha un'infinità di tesori da donarti. Una persona simile non si attacca mai a nulla perché sa bene che nel momento in cui ci si attacca a qualcosa, ci si addormenta.

Colui che vince semina odio, perché il vinto soffre.
Abbandona ogni pensiero di vittoria e di sconfitta e trova la gioia.

Come trovare la gioia? Lascia svanire l'ambizione. L'ambizione è l'ostacolo. Ambizione significa ego: "Voglio essere questo, voglio essere quello; voglio più soldi, più potere, più prestigio."

Colui che vince semina odio, perché il vinto soffre.
Abbandona ogni pensiero di vittoria e di sconfitta e trova la gioia.

Se vuoi trovare la gioia, dimentica vittoria e sconfitta. La vita è un gioco, un divertimento. Giocala al meglio, dimentica totalmente sia la vittoria che la sconfitta. Il vero spirito sportivo non sta nel vincere o perdere, non è questo il punto. E' il piacere del gioco che distingue il vero sportivo. Se giochi per vincere, sarai pieno di tensione, in ansia; non ti interessa il gioco in sé, le sue gioie, i suoi misteri, ti interessa di più il risultato. E questo non è il modo giusto vivere nel mondo.

Vivi nel mondo, senza avere un'idea, neppure minima, di ciò che accadrà. Non importa se sarai un vincitore o un perdente; la morte si porterà via ogni cosa, che tu perda o vinca è irrilevante. L'unica cosa che conta, e che ha sempre contato, è come hai giocato. Ti sei divertito a giocare? Hai goduto del gioco in sé? In questo caso, ogni momento è un istante di gioia.

- OSHO
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