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Vivi Zen: Il Nuovo Linguaggio della Felicità

mercoledì 17 dicembre 2014

 

Il Nuovo Linguaggio della Felicità

Perché non abbandoniamo la nostra infelicità? Perché questo attaccamento all'infelicità?

La risposta è semplice: perché l'infelicità ha molte cose da darti, l'infelicità nutre il tuo ego, laddove la felicità è uno stato di assenza dell'ego.

L'infelicità ti rende capace di attrarre l'attenzione degli altri: ogni volta che sei infelice gli altri si prendono cura di te, ti amano: tutti cominciano ad accudirti. Chi mai potrebbe essere invidioso di una persona infelice? Chi mai potrebbe ferirla? Della persona infelice ci si prende cura, la si ama, la si accudisce.

Quando sei depresso, malato, infelice, gli amici vengono a farti visita per sollevarti il morale, per consolarti. Quando sei felice, quegli stessi amici diventano invidiosi di te. Quando sei realmente felice, scopri che il mondo intero ti ha voltato le spalle.

Una persona felice non piace a nessuno, perché ferisce l'ego di chi le sta vicino; gli altri cominciano a pensare: "Come osi essere felice mentre noi tutti siamo immersi in tanta infelicità?".

Il mondo è costituito da persone infelici e nessuno è abbastanza coraggioso da contrapporsi al mondo intero; è troppo pericoloso, troppo rischioso. E' meglio aggrapparsi all'infelicità, in questo modo si continua a far parte della folla.

Scruta  nella tua infelicità, osservala. E poi scruta nei momenti in cui, di tanto in tanto, ti permetti di essere gioioso e vedrai quali sono le differenze.

Noterai alcune cose: quando sei infelice, sei un conformista. La società ama il conformismo, la gente ti rispetta. Se sei infelice, hai più amici. Prova a diventare felice e coloro che ti circondano diventeranno invidiosi di te - non saranno più tuoi amici. Si sentiranno imbrogliati: tu hai qualcosa che loro non possono avere.

Ragion per cui, nei secoli, abbiamo imparato il sottile meccanismo di reprimere la felicità ed esprimere  l'infelicità.

Si deve abbandonare questo meccanismo. Dovete imparare a essere felici e dovete imparare a rispettare le persone felici e a prestare loro più attenzione. Non dimostrare troppa simpatia alle persone infelici. Se qualcuno è infelice, aiutalo, ma non simpatizzare con lui. Non dargli l'impressione che la felicità sia qualcosa di meritorio.

Fa' in modo che comprenda che bene che lo stai aiutando, ma afferma: "Non ti aiuto perché rispetto la tua infelicità, ti aiuto solo perché sei infelice." Limitati solo a cercare di di tirar fuori quell'uomo dalla sua infelicità, perché l'infelicità è qualcosa di orribile. Fa' in modo che senta anche lui che l'infelicità è brutta, che sentirsi infelice non significa essere virtuoso.

Siate felici, rispettate la felicità e aiutate la gente a comprendere che la felicità è lo scopo della vita. Ogni volta che incontrate una persona beata, rispettatela: è santa.

Dobbiamo apprendere un linguaggio totalmente nuovo, solo così questa vecchia umanità putrescente potrà cambiare. 

Dobbiamo apprendere il linguaggio della salute, della completezza, della felicità.

Sarà un compito difficile, perché i nostri investimenti nella miseria sono enormi.

- Osho


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